DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Domenica 7 maggio alle 18 presso il Diavolo Rosso!
Sarà un laboratorio esperienziale per ripercorrere la storia del vermouth attraverso un racconto per immagini, scoprendo antichi documenti e curiosi aneddoti e preparandosi alla degustazione di ottimi vermouth. I partecipanti saranno i guidati a “fare” il proprio vermouth: a disposizione di ciascuno ci saranno vino biologico, zucchero, erbe e tinture, oltre alle istruzioni per poter preparare da sé un rosso, un bianco o un ambrato da portare poi a casa in un’elegante bottiglia. A condurre la degustazione sarà Fulvio Piccinino, maestro del settore impegnato in progetti di ricerca e rivalutazione del vermouth e in seminari per la diffusione di una consapevole e sana cultura del bere.
Prenotazione obbligatoria all’e-mail: vinissage@comune.asti.it. (minimo 15 – massimo 40 persone)
Costo € 20,00

Spettacolo Teatrale “DIAVOLO ROSSO” di e con Giorgio Boccassi – compagnia teatrale Coltelleria Einstein.
Sul palco del Diavolo Rosso, in occasione del 100 anni del Giro d’Italia, partito il 5 maggio da Alghero, ricordiamo l’astigiano più famoso che vi ha partecipato, Giovanni Gerbi detto “il Diavolo Rosso”. Avventure, imprese e mitiche astuzie di Giovanni Gerbi, il grande campione del ciclismo del primo ’900 nel racconto del nipote attore.
Ingresso 8 euro, gratuito con il biglietto di ingresso a Vinissage di domenica 7 maggio.

Una performance di musica e teatro, un esperienza unica che lega l’arte e gli alcolici.
Protagonista della serata sarà la VODKA. Lo sarà sul palco grazie ad Angelo De Matteis e Giuseppe Fabris, e lo sarà al bancone, con assaggi ad hoc.
Nella canzone Parlare col liquido, Enzo Jannacci racconta una sua chiacchierata con la ‘roba liquida’ che scorre nei navigli di Milano, mentre cerca di urinarci dentro: un poetico flusso di coscienza apparentemente sconnesso che viene fuori alimentato dai fumi dell’alcol.
Dalla rielaborazione del testo e delle atmosfere suggerite dalla canzone di Jannacci ha preso forma il progetto performativo Parlare col Liquido: un esperimento narrativo, nato nell’aprile del 2014, attraverso il quale si raccontano le storie delle bevande alcoliche più rinomate, incrociando linguaggio teatrale, radiofonico e letterario.
Il drink che si sceglie di raccontare in ogni puntata costituisce il filo rosso di una narrazione che progressivamente si compone, come un cocktail, miscelando brevi momenti di conversazione, letture, citazioni cinematografiche, brani musicali live e registrati, monologhi, aneddoti storici, curiosità, connessioni cronologiche e libere associazioni di pensiero.
Giunta alla sua terza stagione, l’esperienza del progetto Parlare col Liquido ha preso vita fra foyers, piccoli teatri e locali notturni, con la partecipazione ogni volta variabile di attori, musicisti e specialisti dei cocktails, in un’alternanza di voci e ritmi che caratterizza il format in termini di flessibilità, sia rispetto alla diversità dei luoghi e degli oggetti di narrazione, che alla durata dello spettacolo

di Fulvio Colucci – Mediatore: Vincenzo Abbatantuono

Un giornalista sportivo nato al quartiere Tamburi di Taranto, dopo il sequestro dell’Ilva da parte della magistratura per disastro ambientale, decide di riannodare i fili del passato. Sente di doverlo al padre, morto di cancro; a quella generazione di calciatori, scomparsa a causa dell’inquinamento, di cui aveva fatto parte negli anni ’70 e ’80; alla storia della sua città, stretta dalla crudele morsa dell’acciaio che le impedisce di costruire memoria e futuro. Col pretesto di cercare, con vana consapevolezza, la “maglia grigia” – indossata durante un torneo e che tanto ricordava il colore del siderurgico – si trasforma in un viaggiatore nel tempo, raccogliendo anzitutto la sua testimonianza, e poi quelle di un commerciante diventato memoria storica del football di quartiere e di un ex allenatore delle formazioni amatoriali. L’Ilva Football Club, squadra ricostruita immaginando di mettere insieme le “figurine” di alcuni tra i tanti che a Taranto lasciarono la giovinezza sul terreno del campo sportivo Tamburi vecchio: a un passo dalla fabbrica più inquinata d’Europa, a due dal cimitero dove le polveri minerali colorano di rosso le lapidi.
FULVIO COLUCCI: giornalista e scrittore, lavora nella redazione tarantina della «Gazzetta del Mezzogiorno». Nel 1995 ha vinto il premio “Ilaria Alpi”. Ha pubblicato Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto (2011); Liberté! (2011); La zattera (2015).
VINCENZO ABBATANTUONO è un autore di libri sul calcio ed il suo tifo.

Los Cotoletas sono quattro ragazzi di Asti, che suonano le canzoni di quattro ragazzi di Liverpool: i Beatles.
Dai rock and roll dei primi dischi alle bizzarrie del Sergente Pepper, passando per i brani più famosi, che hanno segnato la storia del pop, i Fab Føl propongono un repertorio che tocca i vari periodi e le tante facce della musica della band inglese.
Josè Isaias Florio (voce, chitarra, tastiere), Alessandro Bellarosa (chitarra, voce), Giulio Fracchia (batteria), Andrea Anania (basso, voce) accompagneranno il pubblico in un mistery trip difficile da dimenticare

Good Morning Asti è lieta di annunciarvi una lunga serie di serate di gioia e spensieratezza dopo aver viaggiato per la provincia con la missione di allacciare la secolare tradizione vinicola e gastronomica con le moderne tendenze musicali ed estetiche.

Domenica 30 aprile dalle 20.00 alle 21.30 al Diavolo Rosso, verranno presentati tre vini della provincia di Asti: i 3 calici verranno affiancati da una specialità gastronomica che ne esalterà le caratteristiche.

Costo: 15 euro

Cecilia e Carlot-ta hanno una presunta somiglianza e alcune caratteristiche in comune. Nascono entrambe in Piemonte, a circa un anno di distanza, ma in due decadi diverse. Durante l’infanzia una chiede in regalo un’arpa, l’altra riceve un pianoforte. Sin dall’adolescenza scrivono canzoni e le eseguono in pubblico. Carlot-ta e Cecilia sono, insomma, due cantautrici. Dopo molti concerti e alcuni dischi pubblicati si incontrano e pensano che sarebbe divertente condividere per un po’ un palco, una macchina, alcune canzoni. Il concerto, a dispetto delle leggi matematiche è allora un po’ doppio, un po’ a metà. Chi inizia lo si estrae a sorte di volta in volta. Il live è costruito su due set che si intrecciano e sovrappongono, in cui ciascuna suona le proprie canzoni e interviene in quelle altrui. Lo show culmina in un momento corale dove trovano spazio ardite interpretazioni tratte dai repertori più disparati. Per il resto, interazioni imprevedibili ed ascese velocissime, traiettorie impercettibili, codici di geometria esistenziale.

BAND BUNKER CLUB
La saga della “gloriosa” Band Bunker Club inizia nel monferrato astigiano, in una cascina disabitata dove alcuni ragazzacci si trovano per bere e suonare alcuni brani di Gun Club, Wire, Diaframma e, soprattutto, CCCP-Fedeli alla linea. E nel 2010 la BBC, in uno dei suoi primi concerti a Torino conosce proprio Umberto Negri, storico bassista della punk band emiliana. Dopo questo incontro – che la Band interpreta come inequivocabile segno di benevolenza del dio dei CCCP – la BBC si troverà spesso negli anni successivi ad aprire le date del “Live in Pankow Tour” di Negri (a fine 2011 anche in un piccolo club di Berlino), che presenta il repertorio dei CCCP accompagnato sul palco da alcuni membri della “gloriosa”. Reduce da questa esperienza, nel 2014 la BBC pubblica il proprio lavoro d’esordio, “Musica Per Cefalopodi E Colombi Selvatici”, undici brani dalle @ post punk e dalle liriche marcatamente surreali ed esistenziali che incuriosiscono positivamente la critica (RARO+: “Un gruppo in grado di ricreare una nuova magia” “esordio sorprendente”; ONDA ROCK: “il quartetto eccelle precisamente nella rilettura obliqua della vita politica vista dalla provincia”; BUSCADERO: “un’energia sporca di punk intellettuale degna dei migliori CCCP”; RUMORE: “scrittura surreale ma incisiva, in cui l’assurdo interpreta la realtà istigando all’esercizio del pensiero”). Terminato il tour di MPCECS e dopo la pubblicazione di una nuova versione del brano “Popolo Bue” (nel cui video appare anche Federico Fiumani, che la BBC ha conosciuto aprendo alcuni concerti dei suoi Diaframma) la BBC si è chiusa nel bunker per lavorare al nuovo disco, uscendone solo sporadicamente, ad esempio per essere tra i promotori insieme all’associazione Kollaps di “Torino Paranoica”, compilation e video omaggio ai 30 anni di Affinità-Divergenze dei CCCP. È ora giunto il momento di lasciare di nuovo il bunker per portare alla luce “È Da Troppi Giorni Che Non Prego”, in uscita il 2 maggio 2017.

FR∆CT∆E
FR∆CT∆E è un ragazzo con un computer e un microfono. Sono i teoremi della scrittura pop uniti agli algoritmi della musica elettronica.
FR∆CT∆E è un tatuaggio geometrico sul braccio che si ripete in loop come un beat di batteria, come le facciate di certi palazzi di periferia a Torino, la sua città: sono frammenti di tempo, quelli di un sample campionato da un vecchio disco o quelli in cui si prova un’emozione autentica veloci come il bagliore di una strobo.
FR∆CT∆E sono canzoni nate nella bocca dello stomaco, le quattro del mattino in autostrada, cassa e clap, poesie scritte sui muri con lo spray, una ragazza che balla sul tetto di un palazzo cappuccio in testa e sneakers ai piedi, le insegne intermittenti che tagliano il buio, una partita di calcio in un parcheggio deserto, suoni morbidi e suoni distorti dai venti ai ventimila Hertz.
FR∆CT∆E è il nuovo progetto artistico di Paolo Caruccio, voce, autore e producer: polistrumentista e appassionato di ogni forma di creatività, ha collaborato con numerosi progetti artistici soprattutto musicali; ha tenuto concerti in tutta Italia e all’estero calcando palchi di club come Hiroshima Mon Amour, Nuvolari, Lattepiù, Rock’n’Roll, Contestaccio, dividendo il palco con molti artisti e aprendo anche live di Smashing Pumpkins, A Place To Bury Strangers, Giardini Di Mirò, Cor Veleno. Ha suonato in numerosi festival, rassegne e concorsi musicali tra cui Spaziale Festival, A Night Like This Festival, Colonia Sonora, Area Sanremo, Rock In Roma; ha scritto musiche e sonorizzazioni per spot pubblicitari e cortometraggi collaborando fra gli altri con il Csc (Centro Sperimentale di Cinematografia) di Torino; lavora come produttore artistico e arrangiatore in sinergia con lo storico Transeuropa Studio.

INGRESSO UP TO YOU !

E’ una riflessione su uno dei periodi in cui furono calpestati i principi della dignita’ umana con la negazione della liberta’.
Canzoni e letture si intrecciano in una narrazione vocale di un’ora.
“L’idea della memoria e del ricordo lega ogni uomo alle proprie origini e tradizioni ed è intesa come unico strumento di conoscenza che l’uomo ha a disposizione”.
“La memoria è il luogo in cui passato e presente si toccano ed è proprio questo contatto a fare scintille”.
Questo spettacolo è un racconto di persone, fatti, canzoni e storie attraverso la musica, per avvicinare i giovani o le persone che considerano certi avvenimenti “storia passata”.

Ingresso ad offerta libera

Una Indi(e)avolato speciale. Sul palco Alberto Bianco, capofila della nuova scena torinese accompagnato da Matteo Giai (suo bassista nel progetto Bianco e con Niccolò Fabi) e Benz (Africa Unite).
Un concerto acustico inedito, unico. Da non perdere!

Bianco, cantautore Torinese, pubblica il suo primo disco intitolato “Nostalgina” nel 2011 attirando l’attenzione di colonne della musica italiana come Rolling Stone, MTV e Radio 2.
13 canzoni, 13 storie. La Musica è protagonista assoluta: è musa indiscussa e tema centrale di un disco che racconta una generazione – quella dei quasi trentenni – e il sogno strambo, per l’Italia post anni zero, di vivere di musica. Il primo singolo estratto dall’album, Mela, mette tutti d’accordo. L’indie italiano ha una nuova voce, quella di Bianco, la stessa che in quel 2011 apre i concerti di Niccolò Fabi, Linea 77, Dente, Le luci della centrale elettrica, Noah And The Whale, White Lies e che Bianco porterà nei mesi a seguire nel suo primo e lunghissimo tour che si conclude agli MTV Days 2012 dove è suo il compito di aprire la due giorni di concerti nella sua città.
L’11 novembre 2012 esce “Storia del futuro”. Se “Nostalgina” è l’album della musica, “Storia del Futuro” è senz’altro il disco dell’amore. Lo sguardo è sempre quello dell’ironica e delicata onestà di Bianco, quello che raccoglie attorno al cantautore la stima di nuovi compagni di viaggio: “Storia del Futuro” nasce con la partecipazione di ben sedici musicisti – tra cui Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori), Mr. T-Bone (Africa Unite, Bluebeaters) e Peter Truffa (Bluebeaters) – una serie di remix realizzati tra gli altri da Pierluigi Ferrantini (Velvet), Diego Perrone (Caparezza), Patrick Benifei (Casinò Royale) e Dj Aladyn (Radio Deejay) e il feat e la scrittura a 4 mani con Tommaso dei Perturbazione. Siamo arrivati all’aprile del 2013: Bianco incontra Max Gazzè e calca i suoi palchi in apertura di alcune date del Sotto Casa Tour. Il tratto tra Torino e Roma diventa all’improvviso brevissimo: Bianco s’innamora della scuola cantautorale romana e si lascia riamare dalla città eterna. In breve tempo firma i testi de “La Razionalità” e di “Centro Corpi” per l’album “Storie” dei Velvet e dà vita ad un forte sodalizio artistico con Niccolò Fabi insieme al quale passerà un’intera estate in veste di supporter ufficiale del suo Ecco Tour accanto a musicisti del calibro di Bob Angelini, Pier Cortese, Gabriele Lazzarotti, Fabio Rondanini e Daniele Rossi aka Mr Coffe.
Dopo l’esperienza romana Bianco fa ritorno nella sua Torino. In valigia tantissimi nuovi sguardi e nuove esperienze musicali, davanti un nuovo viaggio: Levante lo sceglie come produttore artistico del suo album d’esordio, il disco che diventerà il pluripremiato “Manuale Distruzione” per cui Bianco firma anche testo e musiche di “Nuvola”. Rispolverato il basso, con Daniele Celona e i Nadar Solo, dà vita alla superband che accompagnerà la cantautrice in un lunghissimo tour. Proprio con Celona e i Nadar condivide il progetto Un’ora sola ti vorrei per i palchi del Traffic Torino Free Festival 2014, Diz Festival 2015 (Milano) e la prima edizione del Make Your Festival (Roma). Il 20 ottobre 2014 Bianco anticipa l’uscita di “Guardare per Aria”, il suo terzo lavoro in studio, con “Corri Corri”, scritta e cantata con l’amica cantautrice Levante. Dopo aver parlato di Musica e d’Amore, Bianco scrive un delicatissimo e sognante disco – che è di fatto un breviario in musica sulla Felicità – conquistando definitivamente pubblico e critica. Con Filo d’erba, secondo singolo estratto, parte anche un nuovo tour che toccherà oltre 80 città in Italia e farà tappa anche a Parigi, Bruxelles e Londra.
A gennaio 2015 Bianco torna in studio con Levante per lavorare nuovamente come produttore artistico al secondo album della cantautrice siciliana, Abbi Cura di Te (Carosello, 2015).
Il 6 dicembre 2015 lo Smav di Caserta ospita il primo live del trio Margherita Biancocci, il progetto dove Margherita Vicario, Bianco e Luca Carocci condividono il palco e le proprie canzoni.
Il #GuardarePerAriaTour continua e Roma torna ad essere centrale nella storia del cantautore torinese. Il 23 aprile 2015 Niccolò Fabi è tra il pubblico del Na Cosetta per il concerto di Bianco. Colpito dall’energia e dalla libertà di Alberto e dei suoi musicisti -
Matteo Giai, Filippo Cornaglia e Damir Nefat – il cantautore romano chiede a Bianco e alla sua band di accompagnarli nel nuovo tour che seguirà l’uscita di Una somma di piccole cose (Universal, 2016). Bianco e la sua band saranno ancora al fianco di Fabi per tutta l’estate 2017.

open act: Alessandro Casalis

ingresso: Up to you