DiavoloRosso

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In breve

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Una serata tutta al femminile al Diavolo Rosso: Beatrice Antolini stella della scena indie italiana e Bea Zanin giovane polistrumentista torinese.

BEATRICE ANTOLINI

Beatrice Antolini trascorre gli anni giovanili a Macerata. La sua missione prende avvio dall’infanzia quando inizia a suonare il pianoforte all’età di tre anni.
Si iscrive al conservatorio e partecipa a concorsi internazionali di musica classica ma nel contempo ama suonare il basso e la batteria in gruppi rock locali ed inizia a sperimentare con qualunque cosa possa emettere un suono.
Nel 2001 Beatrice compone musiche per pièces teatrali grazie alla collaborazione con la compagnia Teatro Colli di Bologna alla cui scuola si diploma come attrice. Nel frattempo frequenta l’accademia belle arti di Bologna dove frequenta un corso di laurea quinquennale in progettazione artistica che finirà nel 2005.
Nel 2002 decide di registrare un gruppo di canzoni che costituiranno la base di ”BIG SALOON”, il primo album pubblicato nel 2006 dall’etichetta Madcap Collective, e la reazione del pubblico e della critica non si fa attendere individuando in quest’opera uno stupefacente e fantasmagorico inizio.
Con “Big Saloon” ristampato e distribuito da Pippola/ Audioglobe, Beatrice e la sua band iniziano un lungo tour che li afferma come una delle più eccitanti esperienze live italiane.
Sull’onda dell’album e del tour arrivano anche le prime collaborazioni : con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle e poi nel 2007 come ospite agli album dei Baustelle e di Bugo.
Nell’ottobre del 2008 esce il secondo album ”A DUE” pubblicato su etichetta Urtovox, un lavoro caleidoscopico: psichedelia, movenze proto-punk, canzone d’autore e sperimentazione che le vale il tributo unanime della critica, con esposizioni di prestigio sulla stampa specializzata e articoli a piena pagina sui quotidiani.
La sua fittissima attività live, sospinta dall’eco che si reverbera nel web, la consacra come una una musicista dal talento multiforme ed unico nel panorama musicale italiano. Conseguente il suo coinvolgimento con il brano “Venetian Hautboy” nella compilation “Il Paese è Reale”, progetto veicolatore dell’omonimo brano degli ”Afterhours”.
“Venetian Hautboy” entra nella programmazione di Radio Rai 1, e porta Beatrice sul palco del 1° Maggio in piazza San Giovanni a Roma.
Il 2009 la vede in scena per importanti rassegne e prestigiosi festival: il Moog Fest Europe di Roma (interamente dedicato a Bob Moog, uno dei padri della musica elettronica e creatore dell’omonimo sintetizzatore), Italia Wave allo stadio di Livorno, il Festival delle Passioni di Mantova, Musicultura di Macerata, e Pianohour organizzato da Musicus Concentus alla Sala Vanni di Firenze.
A suggello arriva il premio PIMI come miglior artista solista del 2009, che le verrà assegnato il 27 novembre 2009 a Faenza in occasione dell’annuale meeting e l’invito da parte di Sonicvisions a partecipare ad un’importante serata live presso la prestigiosa RockHal Lussemburghese come rappresentante della nuova musica italiana.
Dopo tali soddisfacenti risultati Beatrice mette un stop alla sua attività live per iniziare a formalizzare le bozze delle nuove composizioni che formeranno la track list del nuovo disco, ma nel frattempo instaura un rapporto di amicizia e collaborazione con i compagni di etichetta “A Toys Orchestra” ed accetta la proposta di accompagnarli in tour in qualità di ospite e musicista suonando synth, basso e sax.
A più di due anni dal precedente album esce “BIOY” (Urtovox 2011) e Beatrice riparte, com’è nel suo stile, avventurandosi nella produzione ancora una volta interamente da sola, suonando e registrando di getto tutti gli strumenti, come un fiume in piena.
Un album fortemente connotato dal groove e dal senso ritmico tipico dello stile compositivo di Beatrice, ma anche dai guizzi vertiginosi del suo pop mutante e da episodi di intenso ed incantato lirismo. Il disco vede la collaborazione di Andy dei Bluvertigo al sax in due brani “We’re Gonna Live” e “Eastern Sun”.
BioY è un disco che ammalia, che ipnotizza, uno scatto verso la legittimazione come artista a tutto tondo, un punto d’arrivo, uno dei tanti possibili per Beatrice.
Nel corso del 2011 Beatrice viene notata tramite un incontro casuale a Cagliari che le vede sullo stesso palco (idea che è venuta al promoter della manifestazione) dalla grande Lydia Lunch (storica esponente della no-wave newyorkese) che le propone di accompagnarla nel neonato progetto live ”Sister Assasin” in compagnia della talentuosa sassofonista californiana Jessie Evans.
Sempre nel corso del 2011 inizia un nuovo tour con gli A Toys Orchestra in qualità di percussionista/bassista /tastierista. Nel settembre 2012 suona la chitarra per il compositore australiano Ben Frost nel “music for six guitars” all’interno della rassegna di musica contemporanea MITO organizzata nella stazione centrale di Milano. Nel 2013 esce Vivid.
Nel 2014 entra a far parte del collettivo del ”la Tempesta dischi” presentando un ep “Beatitude” uscito l’11/11/2014 .

BEA ZANIN
Bea Zanin comincia la sua formazione musicale con lo studio classico del violoncello. Attratta dai suoni grezzi dell’underground Torinese, muove i primi passi nel 2008 col gruppo Hidre Intime, che associa l’electro pop a strumenti inusuali mutuati dall’industrial.
Collabora, soprattutto come violoncellista, con diversi artisti tra cui Daniele Celona, Luca Morino (Mau Mau), Spaccamonti, Bianco, Mao Gurlino, Jack Jaselli, Estel Luz.
Parallelamente al suo progetto solista porta inoltre avanti un progetto di musica anni ’50-’60 con il trio femminile “Le Bahamas” ed affianca all’attività di musicista quella di compositrice di colonne sonore.
Il 24 ottobre 2014 pubblica online il suo primo lavoro solista autoprodotto, un EP omonimo di quattro tracce con sonorità che spaziano dall’electro pop alla musica classica, di cui RockIt parla così: “un ep gradevole e immediato, costellato di richiami alla musica classica e di tracce di derivazione orientale. Tra il serio e lo scanzonato, la musicista piemontese ci spiega la Torino alternativa, parla della gioventù da (non) buttare via, dei rapporti tra giovani uomini e giovani donne e persino di filosofia. E alla fine ci convince. In pieno”.
All’ep fa seguito un tour di circa 30 date, in cui Bea si esibisce anche in solo con un originale set che unisce i campionamenti elettronici al violoncello ed alla voce.
Parallelamente pubblica quattro video, uno per ogni canzone dell’ep, a partire da Plaza Victoire che cita scherzosamente Google Earth, passando per le atmosfere orientaliggianti di Mistery Boy, il video di animazione di Anni e i richiami anni ’80 di I Limiti.
Nel corso del 2015 inizia a lavorare al suo album d’esordio in collaborazione con Diego Perrone (Caparezza, Niagara, Mambassa, Medusa ecc.).
Il primo singolo estratto da questo nuovo lavoro vedrà la luce nella primavera del 2016, mentre l’uscita del disco è prevista per l’autunno dello stesso anno.

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