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18 maggio 2015
21:00

La compagnia Teatro di Dioniso, con la regia di Valter Malosti, lunedì 18 maggio alle ore 21 porta in scena al Diavolo Rosso lo spettacolo teatrale “Thérèse e Isabelle” tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice francese Violette Leduc.
E’ la storia di Thérèse e Isabelle due adolescenti che si innamorano in collegio e scoprono la loro identità sessuale.  “Non ho l’intenzione di scandalizzare, – scrisse la Leduc – ma solo di descrivere con precisione quello che una donna prova in quei momenti. Spero che questo non sembrerà più scandaloso delle riflessioni di Molly Bloom alla fine di Ulisse.”
Nel maggio del 1954 Simone de Beauvoir presentò a Gallimard, dove aveva un grande potere, il manoscritto di un’ opera intitolata Ravages, cioè Devastazioni. Era il primo vero romanzo di una scrittrice né giovane né inserita nell’establishment letterario, la quarantasettenne Violette Leduc, amata da Cocteau e Genet, la quale aveva già dato alle stampe due romanzi brevi con un successo più di stima che di pubblico. Come i due precedenti e tutti quelli che seguiranno, anche questo libro incendia la propria materia autobiografica. In particolare all’ inizio del romanzo si trovava un lungo capitolo, poi censurato, sulla reciproca iniziazione sessuale di due ragazzine in un collegio femminile, una passione erotica deflagrante che dura lo spazio di pochi giorni, esaltati e crudeli: una storia cruda e senza reticenze come quelle di Genet. La storia di piacere tutto al femminile della Leduc fu giudicata, diremmo oggi, sessualmente scorretta e suscitò lo sgomento dei suoi editori. Smembrata, riscritta, soprattutto castigata, la passione delle due collegiali avrebbe avuto una storia letteraria tormentata e mutila per quasi cinquant’anni, fino a quando cioè, nel Duemila, Gallimard è tornato sui suoi antichi passi tirando fuori la versione integrale di Thérèse et Isabelle: Thèrése non è nient’altro che il primo nome di battesimo di Violette Leduc, e l’autrice con grande tenerezza poetica e uno stile visionario e febbrile traduce in parole, come un funambolo, l’erotismo.
In scena:  Roberta Lanave ed Elena Serra
Regia: Valter Malosti

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