DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 3385400518 / 3477935323

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Torna Indi(e)avolato, lo fa ospitando il 13 Marzo una giovanissima band toscana considerata a ragione una grande promessa della scena Italiana: gli Etruschi From Lakota.
A due anni dalla pubblicazione del disco d’esordio “I Nuovi Mostri” (Phonarchia Dischi), che ha consacrato gli Etruschi From Lakota come band rivelazione del 2013 , il quintetto toscano torna con un nuovo attesissimo album dal titolo “Non CiResta Che Ridere” . L’album, che uscirà il 26 gennaio 2015 per Phonarchia Dischi , ha beneficiato della produzione artistica di Nicola Baronti ed è stato mixato dallo stesso Baronti in collaborazione con Antonio Castiello (Jambona Lab).Lo studio di registrazione utilizzato è stato, come per il precednte lavoro, il White Rabbit Hole studio, base della crew di Phonarchia dischi.
La band si è contraddistinta, fin dagli esordi, per un forte senso di appartenenza alla cultura della propria terra e delle proprie origini, per l’ironia e il sarcasmo di cui, spesso, i toscani sono autentici maestri e per una autentica passione per il citazionismo.
Ma i nostri 5 eroi, cresciuti in campagna a chianina e Led Zeppelin, lungi dall’assumere connotazioni macchietistiche,affrontano consapevolmente anche tematiche più serie. Le canzoni degli Etruschi parlano, infatti, di argomenti quali il lavoro, la vita, la morte e la religione. Si dichiarano, inoltre, sensibili allo sterminio perpetrato ai danni dei Pellerossa , inteso come paradigma della cancellazione delle culture autoctone, al punto di inserire nella denominazione della band il richiamo ai Lakota di Toro Seduto. Una presa di posizione che ricorda il celebre film di Roberto Benigni “Non Ci Resta Che Piangere” in cui i protagonisti cercano di impedire la partenza di Cristoforo Colombo per evitare, così, la “scoperta dell’America” e i disastri che ne sarebbero conseguiti per le popolazioni indigene. Non a caso, la band è stata definita, in più occasioni, figlia di uno “mix” non ortodosso tra Roberto Benigni e Rino Gaetano e, probabilmente, è in parte è vero, anche in considerazione della scelta del titolo dell’album.

Leave a Reply