DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

NARRATE UOMINI LA VOSTRA STORIA
Dopo dieci edizioni dedicate alla ricerca delle interazioni tra l’uomo e il suo spazio, declinato attraverso i luoghi, i percorsi, gli intimi recessi dell’animo, a sud per il 2013 si appresta a viaggiare sulle ali delle storie degli uomini. Prendendo a prestito il titolo di un fortunato romanzo di Alberto Savinio: Narrate, uomini, la vostra storia, i protagonisti di quanto di più grande e di più piccolo si possa raccontare si alterneranno sui palchi e nei luoghi del festival, realizzando un affresco vivente della storia del mondo con una particolare attenzione alle storie di coloro che hanno contribuito a vario titolo alle vicende del secondo novecento italiano; in particolare la rinascita dal ‘48 al ’68. Grandi vecchi che hanno scritto pagine importanti legate all’arte, alla letteratura, alle vicende storico politiche ma anche irregolari di ogni sorta, gli uni e gli altri contraddistinti dal fatto di essere poco o nulla presenti nell’agone mediatico e televisivo attuale, saranno con noi nei giorni dal 30 maggio al 2 giugno.
Narrate, uomini, la vostra storia: parlateci della ricostruzione di questo paese, dagli anni ‘40 al boom. Narrateci le promesse, quelle che i tempi e la società vi hanno fatto, diteci se le hanno mantenute. Dai tempi del Grande Torino a quelli del mitizzato 4 – 3 di Italia/Germania. Dall’autocostruzione post-bellica fino ai progetti urbanistici l’architettura si è fatta levatrice della rinascita italiana; voi ragazzi del baby boom narrateci i sogni del ‘60 e le successive conferme e disillusioni.
Fuori passo. Avremo anche un appuntamento sul tema dell’autismo.
Siamo passati dal bianco-nero al colore; il festival sarà, come al solito, un contenitore ampio in cui faremo convivere letteratura, musica, arti figurative e visive, enogastronomia; dove si possono trovare geografi, nomadi e stanziali architetti e sognatori, ma anche ciclisti, disegnatori di fumetti, venditori di spezie e storiografi.
Assenze e presenze. C’è un fiocco giallo, dedicato a Domenico Quirico, nelle comunicazioni ed all’ingresso del festival che ci auguriamo di poter togliere per la positiva soluzione della vicenda del giornalista attualmente irrintracciabile in Siria.
Altri formati sono centrocampo con interventi mai a gamba tesa, e rotte, percorsi sui sentieri del mondo. Particolarmente curata l’area vini e cucine che offre alcune eccellenze gastronomiche in genere difficilmente reperibili. Ad illustrare la manifestazione, abbiamo in corso di elaborazione una articolata serie di mostre tra le quali meritano una particolare menzione: una collezione di campane dell’architetto Paolo Soleri (recentemente scomparso negli Stati Uniti, medaglia d’oro dell’American Institute of Architects e Leone d’oro alla carriera durante la VII edizione della Biennale di Venezia) e un’altra di Iachetti su quegli oggetti dove sono custoditi abiti, oggetti personali, doni, quaderni scritti o fogli bianchi….Insomma sotto varie forme: progetti, desideri, piaceri e doveri:  le valigie. Un’altra fa riferimento a quelle scatole dei desideri che in Nepal si chiamano Ghau, in africa Mani Mojo, in Giappone Netsuke, ma di produzione locale.
L’ingresso nord vede una serie di scatti di Giulio Morra relativa ai luoghi raccontati dall’autrice astigiana Laura Bosia ed un’altra sulle barche di legno fatte a mano con gli avanzi del lavoro dall’artigiano Sergio Brumana.
Ogni viaggio è un viaggio a sud, una ricerca delle proprie radici, un uscire dalle coordinate alla ricerca del calore della nostra natura, un errare cercando conoscenza e desiderando, paradossalmente, il ritorno a casa. Il sud come elemento unificatore del viaggio, un sud non geografico: prendendo a prestito un’immagine di Bukowski: a sud di nessun nord.
Scattato con poche risorse ma con forte ambizione e metodo nell’edizione del 2003, ha trovato nelle edizioni successive una forte conferma sulla bontà e sulla potenzialità dell’iniziativa. Alta affluenza di pubblico confermata anche nella decima edizione del 2012.
LA RIFLESSIONE E L’ESPERIENZA: DUE COSE SUL “VIAGGIO”
Il consenso del pubblico con migliaia di partecipanti, l’interesse e gli spazi accordati dai media nazionali (La Stampa, Repubblica, Diario, Radiorai – rari per eventi astigiani) nonché i rapporti coltivati e l’entusiasmo con cui hanno aderito (e continuano ad aderire) ospiti illustri (Paolo Conte, lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano, lo svedese Bjorn Larsson, in Italia per l’occasione e molti altri scrittori autorevoli) indicano con chiarezza l’appeal del tema del Viaggio (che non ha altre declinazioni a livello nazionale consentendo dunque una precisa collocazione del festival in ambito almeno italiano) e l’importanza strategica della qualità dei contenuti e dei protagonisti. La conferma forse più significativa e piena di implicazioni per il territorio su cui insiste il progetto, è venuta circa la modalità su cui è costruito “a sud di nessun nord”, evento culturale che diventa occasione di scoperta della città: un percorso che, giocando, ridisegna o fa scoprire la città, i suoi contenuti architettonici, storici e artistici, vie, cortili, palazzi, spazi inediti.
NB. “A sud di nessun nord” ritiene strategica e decisiva l’idea di pensare l’evento culturale (il festival, i grandi incontri, la musica, le mostre, il cibo) in funzione di una fruizione diffusa nella città e nel territorio in modo accogliente, facile e immediato (il percorso). Una forma che sembra essere l’unica freccia all’arco di realtà, come quella astigiana, che nella faticosa costruzione di una nuova vocazione turistica non può contare né su un’immagine consolidata in tal senso né su “pezzi da novanta” in materia di patrimonio storico-architettonico-artistico in grado di muovere autonomamente flussi turistici.
LE NOVITA’
Forma. L’associazione “Nomadi e Stanziali” lavora per un maggior coinvolgimento delle forze del territorio, una puntuale organizzazione e comunicazione dell’evento. Promozioni anche all’interno di manifestazioni che si occupano di libri e di aggregazioni.
Più spazi. Nella missione del festival c’è la (ri)scoperta di luoghi cittadini e della provincia. Il percorso tradizionale della prossima edizione si dipana da piazza san Martino fino a corso Alfieri.
Le produzioni “A sud di nessun nord”. Nell’ottica di rendere il festival un luogo in cui accadono cose che non accadono altrove, o che accadono prima che altrove, si pensa a produrre alcuni contenuti (incontri, spettacoli, allestimenti).
Più azioni. Accanto al cartellone principale saranno offerte al pubblico più cose da fare, vedere e visitare come una rassegna di video a sviluppo delle esperienze maturate lo scorso anno.
I bivacchi notturni saranno ampliati e potenziati.
L’ospitalità del festival. Con iniziative mirate potremo dare ospitalità ai “viaggiatori”.
I LUOGHI
Come negli anni scorsi stiamo sviluppando il percorso nella città che aprirà i suoi cortili, le sue cantine, le case e le sale da scoprire come preziosi grani di una collana. Giocheremo a rinominarli secondo una geografia rinnovata: da Piazza dei Miracoli alla Corte di Razmataz e al Serraglio passando per Bahia Ultima Esperancia, la locanda del Pellegrino, il Portego de Mezo e la Corte Sconta detta Arcana.
IL PASSAPORTO: FREE PASS
Il festival è per la città. È dovunque e non crea barriere di sorta. Si entra dovunque, si partecipa, si esce. Il passaporto è un gioco per cui all’inizio del viaggio ciascun visitatore si dichiara nomade o stanziale e gli viene rilasciata una tessera che viene timbrata ad ogni dibattito e conferenza.

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