DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 339-5641302 – P.IVA 01229500051

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Nella settimana dei festeggiamenti per i 15 anni del Diavolo Rosso non poteva mancare una serata dedicata alla musica dance di qualità, grazie alle selezioni di ANDREA MARGIOTTA resident dj del Jazz Club di Torino.


Cafelait festeggia il compleanno del Diavolo Rosso con l’aperitivo indiavolato…dalle 19 alle 21  (Via Roero, 8 – Asti)

A seguire cena di beneficienza organizzata dalla Onlus One More Life: festeggiamo i 15 anni del Diavolo Rosso aiutando chi è stato meno fortunato di noi. L’incasso della serata sarà devoluto alla Mensa Sociale di Asti. Allieteranno la serata le prediche di Padre Flip (nuovo progetto di Pippo dei Trelilu)

Prenotazioni e informazioni:

3355839512 oppure p.malfatto@eqsg.com

3395641302 oppure diavolo.rossoasti@libero.it

Secondo appuntamento di Indi(e)avolato Silent Show Domenica 1 Marzo al Diavolo Rosso
Confermata la formula: 2 artisti sul palco (o altrove, a loro stessa discrezione) in versione totalmente acustica. Ad esibirsi questa volta non più due cantautori ma due band, i Med in Itali e il Circolo Lehmann. I primi dopo un tour di 60 concerti nel 2013 tornano al Diavolo con brani del loro “Coltivare Piante Grasse” più qualche novità appena registrata, i secondi proporranno invece brani di quello che sarà il loro disco d’esordio in uscita nel 2015.
Un concerto completamente a nudo, senza amplificazione, come la regola di questo nuovo show Indi(e)avolato impone, per far fronte ai problemi legati a decibel del Diavolo Rosso senza rinunciare a proporre contenuti culturali proseguendo con la programmazione. Ad accompagnare la serata un aperitivo a buffet a partire dalle 19.
MED IN ITALI
I Med In Itali nascono nel 2007 dalle menti e le mani di Niccolò Maffei e Matteo Bessone e si possono definire un progetto che trova il proprio fulcro nella contaminazione di generi: le sonorità sono principalmente rock, ma addolcite e scaldate dalla chitarra acustica e dal sax e insaporite da ritmiche jazz-funk ricercate. Nati come buskers (artisti di strada) sulle strade di Dublino, di ritorno in Italia i Med In Itali trovano la propria formazione definitiva con chitarra acustica, sax, batteria e basso. Nel 2008 incidono il primo demo-tape, “Soluzione al Tempo”, che ottiene un ottimo riscontro da parte di numerose fanzine online e permette al gruppo di accedere ad importanti concorsi. Il brano “Soluzione al tempo” viene premiato come canzone della settimana su Kataweb e “Svanita Paura” inserito nella mixtape di Rockol. Nell’estate dello stesso anno vincono la settima edizione di Torino Sotterranea, acquisendo così la possibilità di aprire il Traffic Free Festival, e accedono alle fasi finali del 3dContest, che gli offre l’opportunità di condividere il palco con Niccolò Fabi (Mokadelic) e Morgan. Nell’Aprile del 2010 presentano il secondo lavoro e prima pubblicazione ufficiale per l’etichetta Hertz Brigade Records: “Bruco EP”. Accolto ottimamente dalla critica, il sound del disco e il forte impatto live portano i Med In Itali nell’estate del 2010 sui palchi di Collisioni Festival, Indi(e)avolato Fest, Atellana, Upload e ad aprire i concerti di Moltheni, Marta sui Tubi, Roberto Angelini, LnRipley, 2Pigeons, Enrico Capuano e molti altri. Dopo una lunga serie di concerti (oltre 100 in due anni) alla fine del 2011, i Med In Itali entrano nuovamente in studio per dedicarsi alle registrazioni del primo LP, uscito l’11 settembre 2012 per Libellula Music e accolto molto bene da tutta la stampa specializzata e generalista. Nell’anno successivo all’uscita dell’album la band esegue un tour di oltre 70 date in tutta Italia (tra i palchi anche il prestigioso Auditorium di Roma per Generazione XL e quello del Premio Lunezia in qualità di ospiti). Nel 2013 e 2014 la band continua il lungo tour arrivando in tutto a più di 100 concerti. Nel 2014 la band ha iniziato le registrazioni del secondo disco la cui uscita è prevista nel 2015.
CIRCOLO LEHMANN
Il Circolo Lehmann è un’indie/folk/psychedelic rock band, composta da tre musicisti: Ghego Zola (voce, chitarre, piano), Pax Caterisano (batteria, percussioni) e Lorenzo Serra (basso, chitarre, tastiere, sax tenore).
A loro si è aggiunto lo scrittore Marco Magnone per i testi. Il nome rende omaggio a “Il signor Lehmann”, libro cult del 2001 del tedesco Sven Regener, leader della band Element of Crime, che racconta la paradossale epopea della Kreuzberg di fine anni Ottanta. Il suo sguardo surreale, ancora attualissimo a ogni latitudine, ha ispirato il mood della band

Nell’anno che ha cambiato il mondo, il 1968, anche lo sport ha provveduto a  incidere, spesso anticipando, i mutamenti sociali, politici e di  costume di un’epoca. Le imprese di Best e Cruyff negli stadi, il  guanto nero di Smith e Carlos e la presa di coscienza dei campioni   afroamericani oltre Atlantico, la commovente avventura della   nazionale cecoslovacca di hockey su ghiaccio ai mondiali. Personaggi  ed eventi che hanno saputo scrivere una storia fatta non solo di  vittorie e record, saranno sapientemente raccontati ad Asti da Nicola Roggero, giornalista di Sky Sport e Fox Sport.  Lo spettacolo sarà un mix di parole, proiezioni e musiche miscelatecon cura da This KID dj.  L’appuntamento è per giovedì 26 febbraio alle ore 21.

Ingresso con offerta libera.

Mercoledì 25 febbraio ore 21 al Diavolo Rosso serata di enocinematografica con la proiezione del film “BaroloBoys”: il paesaggio delle Langhe fa da sfondo alla storia di un gruppo di amici, i “ragazzi ribelli” che hanno partecipato ad una rivoluzione enologica, tra conflitti generazionali, geniali intuizioni e polemiche mai sopite.
Un film (64′) di Paolo Casalis e Tiziano Gaia

Seguirà incontro-dibattito dal titolo: “Alla ricerca dei Barbera boys”
Sergio Miravalle metterà a confronto gli autori del film con barolisti e barberisti, storie di “convergenze parallele” dalla comune passione enologica. Interveranno Elio Altare, Chiara Boscis, Giorgio Rivetti, giovani rappresentanti delle famiglie Bologna e Bava, Gianluca Morino, Stefano Chiarlo, Mariuccia Borio, Marco Barroero, Giulia Alleva.

Ingresso 5 euro (comprensivo di degustazione)

Il trionfo dell’autoironia. È lo spettacolo che Giorgio Conte e Gianni Fantoni presenteranno stasera in anteprima nazionale al Diavolo Rosso in apertura delle celebrazioni del 15° compleanno del locale di piazza San Martino.
Giorgio Conte e Gianni Fantoni si sono conosciuti al “Club dei pigri” e si sono subito piaciuti. Hanno quindi deciso di ”lavorare” (ok, lavorare è una parola grossa!), diciamo di “applicarsi” (va beh, anche applicarsi denoterebbe un certo sforzo di concentrazione dal quale i nostri due, solitamente, rifuggono), insomma, hanno “ideato” un loro spettacolo tutto improntato a quel piacevole modo di essere tipico dei pigri. Il massimo dello sforzo lo si può intravedere nell’originalissimo titolo dato allo spettacolo: “Conte Fantoni”. Che, sotto la luce di questa loro indole “pacifica”, porta alla ribalta un insieme di aneddoti, gag e musica dal vivo.
A dispetto della pigrizia, i due protagonisti si lanciano in una carrellata di aneddoti e gag mettendo in primo piano la propria propensione all’arte del «dolce far niente». Giorgio Conte alterna ai racconti una scelta delle sue canzoni da quelle più recenti a quelle dei primi album. «L’anteprima nazionale – assicurano gli artisti – è aperta anche ai non pigri».
Regia e luci sono di Massimo Navone. Sul palco ci saranno anche il fisarmonicista e tastierista Bati Bertolio e il batterista canellese Alberto Parone (che con la voce realizza anche la parte del basso), la formazione stabile di Giorgio Conte.

Ingresso € 10

Gian Luigi Carlone l’incredibile front-man della Banda Osiris presenta “Audiovisione” uno spettacolo concerto in solitaria di musica visuale in cui il dirompente polistrumentista canta e suona accompagnato in video da musicisti e immagini che ha incrociato durante 35 anni di musica e teatro. Da Stefano Bollani al Quartetto Euphoria passando per le immagini di Matteo Garrone (per cui ha composto le colonne sonore di 5 film) fino al doppiaggio di celebri duetti mozartiani.
http://gianluigicarlone.yolasite.com/

Una grande serata Indi(e)avolato con 2 protagonisti del cantautorato Indipendente Italiano sul palco del Diavolo Rosso.

Stefano Edda Rampoldi, voce dei Ritmo Tribale negli anni ’80 e ’90, tornato sulle scene come solista nel 2009 con il folgorante debutto “Semper Biot”. Accasato alla Niegazowana da allora, non si è più fermato: dopo l’EP “Edda In Orbita” del 2010 ed il secondo full-length “Odio i Vivi” del 2012 esce ora il terzo sorprendente capitolo… “Stavolta come mi ammazzerai?”, un disco che ha spaccato in due la critica nazionale e ha unito i suoi fans, sempre più numerosi. Un disco per noi semplicemente eccezionale.

Opening della serata d’eccezione! Saremo onorati di ospitare sul palco del Diavolo Alessandro Grazian, che presenterà il suo nuovo disco “L’età più forte”, ennesima conferma del suo indiscusso talento.

EDDA

“Stavolta Come Mi Ammazzerai?”. “Ti ammazzerò con questo disco”, potrebbe rispondere Edda.

Nella foto anni Sessanta di copertina la mamma, la “vera” Edda è attorniata dai suoi bimbi: indicato dalla freccia, Stefano (il nome d’arte è preso proprio dalla madre), e poi il gemello Luca e la sorellina Claudia; il papà Adriano è dall’altra parte della macchina fotografica. Un ritratto di famiglia. Delineato come un colpo di mannaia in “Coniglio Rosa”: «Ho già ucciso mio fratello, di me è molto più bello. Per finire devo dire ho anche una sorella. Claudia è morta poverina, oh no, oh pora stela! Che famiglia di dannati, i Rampoldi io li ho amati, matti».

Dice Edda: «Penso che se una persona veramente ama, allora non fa figli, non condanna altri alla stessa pena se solo ha un minimo di decenza. Mi viene quasi da dire meglio chi ti dà la morte, di sicuro è più misericordioso di chi ti mette al mondo».

Ma non ci si faccia trarre in inganno: l’odio non è il leitmotiv. Semmai è lo sfogo e la rabbia esistenziale di un ipersensibile che non ha mai smesso di cercare una giusta collocazione al mondo. C’è, invece, amore in tutte le sue forme, da quello carnale di “Ragazza Porno” a quello tragicamente romantico di “Tu e Le Rose” («Ho il dolore di non aver saputo amare te/ Nessuno però potrà portarmi via l’amore di averlo fatto davvero con te») a quello non corrisposto di “Saibene” («Mi ucciderai e poi mi lascerai»).

“Stellina” è un’autentica hit che «ti dà la scossa e ti esce dalle ossa», parafrasando il testo (piuttosto crudo).

Edda usa il linguaggio delle viscere, senza schivare le parolacce, eppure non risulta mai volgare o fuori luogo. Questo succede perché ha l’animo assai più candido di chi parla pulito ma è sporco. “La verità è un’empietà”.

Nei testi ci sono tante realtà scomode da cui spesso si distoglie ipocritamente lo sguardo: incesto, pedofilia, eroina, pornografia, violenza, anoressia, malattia (“HIV”). “La gioia non è possibile e allora fammi soffrire”. Ci vuole coraggio nell’affrontare la vita e le sue brutture senza lasciarsi demolire. E questo disco di coraggio ne ha tanto. Perché Rampoldi è un eroe. Anzi un «eroino della mamma». Ed ogni suo disco è un esorcismo. Terapeutico per l’autore e per chi lo ascolta. È l’urlo di chi ancora si avvale del diritto di vivere fuori dai margini, per scelta e non per esclusione imposta o snobismo. Con attitudine punk, nel senso più nobile del termine.

La voce ed i testi, in primo piano. Qualcosa di immenso: costruirci un abito sonoro attorno non è mai semplice. Ci vuole pazzia, cuore ed istinto per entrare nel mondo di Edda.

Bobo, Zorro e Alby dei Fratelli di Soledad in uno spettacolo acustico, fra slide guitar, mandolini e musica di lotta, dove proporranno i brani più “intimi” del loro repertorio, alcune chicche dal nuovo cd e rivisitazioni di brani ripescati dai loro lavori passati.
FRATELLI DI SOLEDAD
Il progetto Fratelli di Soledad (nome preso in prestito dal titolo del libro di George Jackson, attivista delle Black Panthers ucciso nel 1971) nasce nel 1989, dopo una breve parentesi con il nome di Soledad Brothers.
Fin dalle prime uscite i Fratelli mettono in chiaro le proprie intenzioni, fatte di ska e reggae contaminate da elementi combat rock, pop e da testi (firmati quasi sempre da Giorgio “Zorro” Silvestri) che trattano argomenti anche a sfondo sociale ma visti attraverso il filtro dell’ironia. La fervida attività live, caratterizzata dalle capacità di Roberto “Bobo” Boggio, vero animale da palco, aumenta la cerchia dei loro estimatori e nel 1992 arriva il primo disco in studio, intitolato “Barzellette e massacri”, che contiene pezzi che diventeranno dei veri e propri classici, come “Fratelli di Soledad”, “Brescia Bologna Ustica” e “Radiomuffin”. L’album d’esordio viene seguito nel 1994 da “Gridalo forte”.
I Fratelli a questo punto si lanciano in un’impresa ardua ma proficua registrando “Salviamo il salvabile”, raccolta di cover più o meno famose tratte dal repertorio della musica d’autore (e non) italiana. Nel 1996 pubblicano per la Virgin il loro quarto e ultimo album “Balli e pistole”, prodotto da Max Casacci, che si rivela piuttosto diverso dal resto del precedente repertorio.
“Salviamo il salvabile atto II” è l’ultima fatica dei Fratelli di Soledad

Primo appuntamento di Indi(e)avolato Silent Show. Sul palco 2 artisti “di casa”, Solotundra e Losburla. Prima uno, poi l’altro, poi insieme… con pezzi dei loro rispettivi repertori e probabilmente qualche sorpresa.

Completamente a nudo e senza amplificazione, come la regola di questo nuovo show Indi(e)avolato impone. Come le norme sui db da rispettare impongono, ancora di più.

Nessun problema per i vicini, che potranno dormire tranquilli anche alle 19 di sera, o ancor meglio venire al Diavolo, bersi un buon bicchiere di vino e godere con noi di questa serata particolare.

SILENT SHOW è la nostra idea per provare ad andare avanti, ben consapevoli del fatto che 2-3 concerti al mese al Diavolo Rosso sono troppo pochi in una città come Asti. Un calendario live “parallelo” di Indi(e)avolato. Due domeniche sera al mese in cui il palco del Diavolo (o qualsiasi angolo del locale a gusto dell’artista) diventerà un intimo teatrino.  Un “locale dentro al locale” in cui gli artisti coinvolti accettano di esibirsi senza amplificazione, senza microfoni, muniti di soli strumenti acustici e delle loro voci nude, certi di non sforare il tetto di db consentito.

Una sfida piuttosto impegnativa per l’artista in primis, che dovrà saper creare la concentrazione necessaria per un atmosfera intima, e soprattutto per il pubblico e nella sua voglia di concedere il silenzio necessario a un esibizione tutt’altro che facile. Ma noi siamo ottimisti, crediamo nel “popolo del Diavolo”

SOLOTUNDRA

Solotundra, musica per alci solitarie, marinai col mal di mare e tutti i tipi di piante. L’amore sconfinato per la musica americana e l’arte del songwriting sono il carburante per il treno di Solotundra, che lascia l’Italia per un viaggio attraverso la tradizione country-folk-rock statunitense, e si dirige verso nord, proprio come la zona climatica da cui prende il nome, la sua musica è ricca di colori e bagliori, ma anche di freddo e oscurità. Chitarre acustiche, banjo, armoniche e tanto fiato. Solotundra è Andrea Anania, cantante, polistrumentista e autore. L’album di esordio What We Did Last Winter è uscito nel 2013.LOSBURLA

Losburla è Roberto Sburlati, classe 1981, nato e cresciuto in un piccolo paese della provincia di Asti e trapiantato a Torino da 10 anni circa. Fonti certe dicono che all’età di 2 anni e mezzo i 3 principali divertimenti di Roberto erano nell’ordine: ascoltare a ripetizione i 45 giri di sua madre, tirare calci a una palla di spugna e arrampicarsi sul divano per poi gettarsi a volo d’angelo su un mucchio di cuscini. Sono le avvisaglie di quelle che diventeranno le grandi passioni di Roberto da lì in avanti: la musica, il calcio e il wrestling. Da ragazzino inizia a praticare e coltivare le prime due passioni (per la terza non ha mai trovato strutture adatte), giocando a calcio in FIGC sino a 20 anni e imparando a suonare il basso elettrico, dopo aver studiato 2 anni la chitarra classica. La sua carriera di musicista a partire dal 2003 è legata a quella dell’amico e collega Marco Notari: collabora infatti agli arrangiamenti in studio per i 3 dischi di Notari e suona dal vivo in più di 300 concerti tra club e festival in tutta Italia dal 2006 a oggi. “I Masochisti”,il suo primo disco solista, è uscito il 10 Settembre 2013 ed è stato ottimamente accolto dalla critica. Il tour ha superato le 60 date in meno di un anno in tutta Italia. A Settembre 2014 Losburla si aggiudica il Premio De Andrè come miglior interprete. Un mese dopo è inserito tra i semifinalisti del Premio Tenco sezione “miglior opera prima”, ma senza dire niente a nessuno si ritira dalla competizione perché non vuole togliere soddisfazioni agli altri. Questo è il motivo per cui non lo ha vinto.

h 19 – Aperitivo a Buffet + concerto total unplugged: Losburla + Solotundra