DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

.Marius nasce artisticamente con l’assegnazione dell’”OSCAR DES VACANCES”,importante riconoscimento nazionale Senegalese equiparabile a quello che era il “Festivalbar” in Italia..sfocia così nella realizzazione del suo primo album (NDIOUKEUL, 2000).Nel 2005 pubblica “Yetee”, omaggio spirituale alla figura femminile, con la partecipazione di personaggi di spicco del panorama senegalese quali Samba Laobe, Ndiaye Jimmy Mbaye e Vieux Mac Faye. Nel 2006 Marius inizia un tour che lo porterà su palchi prestigiosi di Francia, Germania, Svezia e Italia, sfociando nella collaborazione con l’etichetta discografica astigiana “Ondesferiche” per la quale nel 2007 esordisce con il singolo “Natangue”. Marius Seck vince la prima edizione del concorso musicale “Rabèl” promosso dalla radio e dal giornale della località astigiana, rispettivamente Primaradio e La Nova Provincia. Ne segue la diretta partecipazione al più importante festival musicale locale “Astimusica” nel quale compare con il suo gruppo già nel 2007

La Kachupa Folk Band nasce come band di strada, e di strada ne ha mangiata davvero tanta in giro per l’Europa! All’inizio c’era un piccolo carretto sul quale il batterista suonava cassa e pentole e il resto della band suonava intorno alla carovana! Questo carretto magico ha fatto vendere circa 5000 cd alla band in Italia e Francia.

Così la band decide di entrare in uno studio di registrazione e fare un cd vero dal titolo“Gabrovo Express” , disco molto fortunato perché dopo pochi mesi viene premiato da Radio Popolare Network al MEI di Faenza come miglior disco autoprodotto del 2006. Nel maggio 2006 Gabrovo Express esce in edicola in allegato alla rivista “World Music Magasine” , l’energia Kachupa aumenta e la band inizia a suonare in prestigiosi festival e rassegne dividendo il palco con importanti artisti quali, Eugenio Bennato, Tullio de Piscopo, Modena City Ramblers, Casino Royale, Albano, Eugenio Finardi, Vinicio Capossela, Mau Mau fino a suonare alla Notte della Taranta 2010 come vincitori del concorso “Note per la notte”.

Nel frattempo la Kachupa Folk band partecipa alla trasmissione “Quelli che il calcio”condotta da Simona Ventura su Rai2, poi partecipa alla trasmissione “I Raccomandati” condotta da Carlo Conti su Rai 1! Nonostante i continui successi i Kachupa han continuato a fare spettacoli in strada per non perdere la magia dell’arte di strada…dove gli spettacoli diventano fiabeschi e talvolta surreali. Nel 2011 esce un disco di svolta della band, 12 brani originali che raccolgono la loro storia, i viaggi, le feste vissute. Un disco pieno di energia Kachupa, dove i testi sono rivolti alla coscienza, alla ragione a volte all’altra parte di noi stessi, senza la quale una ragione non ci sarebbe. In ottobre vincono il premio Sanremo Village 2011 e in dicembre vengono proclamati vincitori di CartaSi’ – Sanremo 2011.

Nel 2014 suonano al Concerto del 1° Maggio a Roma, come ambasciatori di Slow Food e “Diecimila orti in Africa”. Il singolo “Siamo tutti Africani”, arriva al 1° posto su iTunes. Idem per il singolo Finché ce n’è che arriva inoltre fino al 6° posto della classifica generale delle Hit più vendute. Nel 2015 sono premiati dal MEI per la nuova versione di “Romagna Mia”.

 

Di Max Manfredi, Fabrizio De André disse “E’ il migliore di tutti”. Dopo la Targa Tenco nel 2009 con “Luna persa” quest’anno è stato finalista con “Dremong” per il disco dell’anno e con “Il negro” per la miglior canzone. Anche Federico Sirianni ha raccolto una discreta collezione di premi. Sono tra i più blasonati cantautori genovesi attualmente in attività. Si conoscono da un quarto di secolo, si sono trovati spesso insieme sugli stessi palchi o nelle stesse rassegne, pluripremiati e con un pubblico affezionato e fedele che segue ogni loro mossa e spostamento.

Per la prima volta proporranno un tour insieme per tutta Italia, raccontandosi attraverso le loro canzoni e una serie di storie reali, surreali e divertenti. Ed è significativo che i due cantautori genovesi più rappresentativi abbiano scelto, nel loro tour musicale per il Paese, di non toccare Genova, una città che dovrebbe tutelare uno dei pochi patrimoni veri che le appartiene, la canzone d’autore, nei confronti della quale, quando non nutre sentimenti ostili, è simpaticamente indifferente.

Giorgio Ciccarelli, un anno dopo l’uscita dagli Afterhours, torna con un nuovo lavoro, il suo primo disco da solista, che si intitola Le cose cambiano e che è uscito nei negozi il 6 novembre per XXXV / Comicon Edizioni, distribuzione Audioglobe, edizioni musicali Ala Bianca.

Indi(e)avolato è onorata di poter ospitare un suo concerto!

“Per rinascere, bisogna prima morire” ed è con questo motto che Giorgio Ciccarelli presenta il suo nuovo lavoro, un disco che contiene 13 canzoni inedite arrangiate, suonate e cantate interamente da lui.

L’idea del lavoro prende forma un anno fa, quando Giorgio inizia a pensare al suo disco e incontra l’amico ritrovato Tito Faraci scrittore di fumetti e romanzi con una passione per la musica.

L’unione, tra le canzoni di Giorgio e le parole di Tito, crea un’ alchimia perfetta e porta alla nascita di un lavoro che è qualcosa di più di un disco.

Qualcosa di più perchè ogni brano è stato consegnato a un artista visivo che ne ha colto il senso e l’emozione traducendolo in immagine, illustrazione o fumetto, a seconda della propria sensibilità.

I disegnatori coinvolti nel progetto sono: Paolo Bacilieri, Alessandro Baronciani, Bruno Brindisi, Claudio Calia, Giorgio Cavazzano, Alberto Corradi, Giuseppe Palumbo, Claudio Sciarrone, Sio, Sergio “Saccingo” Tanara, Tuono Pettinato, Silvia Ziche e Paolo Castaldi.

Le cose cambiano centra così pienamente l’obiettivo della transmedialità, già anticipato dagli ultimi progetti che Ciccarelli aveva curato parallelamente alla sua attività negli Afterhours (con i Maciunas e con i Colour Moves) e della comunicazione che si muove attraverso diversi tipi di

linguaggio e di forma contribuendo a creare un’esperienza unica.

Le tredici tracce contenute nel disco hanno intimamente e profondamente il marchio di fabbrica di Ciccarelli, forgiato e filtrato dalla sensibilità del musicista.

A differenza dei dodici album pubblicati con le varie band per cui e con cui ha scritto canzoni, in Le cose cambiano Giorgio ha arrangiato tutti i pezzi, suonando ogni strumento e ciò ha contribuito a rendere omogeneo, personale e riconoscibile il sound del disco. Il tutto sotto la supervisione dei coproduttori artistici Stefano Mariani, Alessandro “OVI” Sportelli e Max Lotti.

Le cose cambiano è stato presentato, in anteprima, in occasione dell’edizione 2015 del Lucca Comics and Games e, a novembre, partirà il tour ufficiale di presentazione del nuovo disco

Per i 30 anni del disco “Affinità-Divergenze” della storica formazione punk emiliana CCCP Fedeli alla linea l’associazione Kollaps di Torino ha desiderato lavorare a una compilation digitale che contenesse i 10 brani del disco dei CCCP reinterpretati da altrettanti artisti dell’area indipendente torinese. Giovedì 28 gennaio il progetto sarà presentato al Diavolo Rosso di Asti (P.zza San Martino 4), con le esibizioni live di alcuni degli artisti che hanno partecipato al progetto (BAND BUNKER CLUB, BEA ZANIN, DANIELE BRUSASCHETTO, LOSBURLA) e le proiezioni delle video interviste esclusive agli ex CCCP (Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Umberto Negri) e agli altri artisti di Torino Paranoica (tra gli altri NADÀR SOLO, DANIELE CELONA, NITTO dei Linea 77, SABINO dei Titor), realizzate da Kollaps insieme a Studio O.F.F. Torino, Bitpop e Motion Pixel. Per l’occasione sarà anche esposto il quadro dell’artista Chiara Cinque utilizzato per la copertina e le grafiche della compilation.

La compilation TORINO PARANOICA è in streaming e free download sul sito Kollaps: http://associazionekollaps.com/progetti/

Casablanca
Casablanca è la ragione sociale che riunisce quattro artisti da tempo sulle scene: produttori, musicisti, protagonisti in vari progetti dai Deasonika a Mannarino passando per Mario Venuti e approdando ai Rezophonic, Max Zanotti, Giovanni Pinizzotto, Stefano Facchi e Filippo Dellinferno lanciano la sfida agli ascolti e alla critica con una nuova band dal sound perso tra gli anni ’70 e i ’90 che mira a recuperare una linea Rock/Stoner spesso abbandonata e messa da parte dalla scena musicale italiana.
Basso, voce, batteria e due chitarre, melodie vocali niente male e sonorità graffianti: un mix da non perdere.
Al Diavolo Rosso presentano l’omonimo esordio che vuole essere sinonimo di rivoluzione interiore ma soprattutto esteriore ed è su questo filo conduttore che i quattro veterani della scena indie (e non solo) italiana danno voce a un pop rock misto di elettronica e di rabbia: si torna indietro di anni con le chitarre e le forme stilistiche lasciate randagie, si torna indietro con quel valore aggiunto che si chiama anima ed emozionalità.

Il Rebus
l progetto nasce nel 2008 a Como con l’idea di reinterpretare in maniera personale alcune cover per poi dedicarsi alla produzione di brani inediti dal 2010.
Nel mese di ottobre del 2011 viene presentato il video di “Vuoti a Rendere”, brano che anticipa l’uscita del loro primo lavoro in studio. Il 2012 infatti si apre con la presentazione della prima produzione “Il rebus Ep” al Tambourine di Seregno.
Nel 2013 Il Rebus collabora con Filadelfo Castro alla realizzazione di un CD singolo di 3 brani seguito dall’uscita di un nuovo video del singolo “Scie” presentato sempre al Tambourine di Seregno.
In questi anni la band si è esibita su importanti palchi lombardi: Teatro Sociale di Como, Carroponte a Sesto San Giovanni, ARCI Tambourine a Seregno, Il Circolo di Mariano Comense, Honky Tonky a Seregno, All’una e trentacinque circa a Cantù, Arena del Teatro Sociale di Como.
Ha inoltre aperto i concerti di: Le Luci della Centrale Elettrica, Niccolò Carnesi, Tommy e gli Onesti Cittadini, Sulutumana, Luf, Biglietto per l’Inferno Folk, Alessandro Raina, Max Zanotti, Edda.
Il 5 dicembre 2014 esce il singolo “Avere trent’anni” che precede l’uscita del disco “A cosa stai pensando?” nato dalla collaborazione con Max Zanotti, le cui sonorità sanno di cantautorato ed atmosfere sospese ma anche dirette e incisive.
Il Rebus è un viaggio nell’attualità di un’Italia dove la memoria è sempre più a breve termine, dove le parole vengono usate per non dire più che per dire, dove la forma è tutto a scapito di una sostanza sminuita e spogliata dell’essenziale.

Era il 1995 quando Stefano Sardo e Fabrizio Napoli, tornando da un concerto del Primo Maggio di Roma in macchina verso il Piemonte, decidono di fondare una band insieme, per la quale arruolano subito il batterista Massimo Lorenzon, di Bra come loro. Si mettono a bazzicare a Torino per convincere Max Casacci a produrre il loro demo, e con quella acerba collezione di sei brani inediti su cassetta ottengono un risultato inatteso: un contratto discografico con Claudio Cecchetto, il king maker del pop commerciale anni ‘80. Umore Blu Neon, album di esordio dal sound pop elettroacustico con venature di soul bianco, esce nella primavera del 1997 per la FRI, registrato in Casa Sonica con la produzione artistica di Max Casacci. Risultato: molto airplay radiofonico, molti concerti e qualche sbracata esuberanza da testosterone. A partire dal secondo travagliato disco, 2M (1999), il rapporto con Cecchetto si chiude e i Mambassa ritorno nell’ambito indie cui sentono di appartenere, firmando con la Mescal. Il terzo disco, Mi manca chiunque (2002), è quello della maturità: abbandonata la formula a due voci con l’abbandono del vocalist Davide Tallone, la formazione si consolida sulla line up due chitarre (Nino Azzarà è la leading guitar dai tempi di 2M) basso e batteria, e il songwriting di Sardo e Napoli si affina, come è testimoniato da Il cronista, che diventa uno dei brani simbolo della band, che quell’anno va in tour coi Subsonica, aprendo i loro live nei palazzetti nel tour Amorematico. Il sound potente si asciuga e sale d’intensità con Mambassa (2004), quarto album omonimo prodotto da Davey Ray Moor dei Cousteau, che vede l’apporto importante di Gianfranco Nasso al basso. Ormai i Mambassa hanno un suono riconoscibile e un loro modo di scrivere canzoni, i riscontri critici sono spesso molto buoni e c’è un seguito non troppo numeroso ma fedele … Ma a questo punto Stefano Sardo ha cominciato a prendere la strada del cinema: vive a Roma e fa lo sceneggiatore e la band, radicata in Piemonte, ne risente. L’attività si riduce, e presto si chiude anche il rapporto con Mescal, e Nino Azzarà lascia la band. Sembra finita lì e invece dopo sei anni ecco un nuovo disco: LP esce nel 2010 con la EMI, che mette sotto contratto la band grazie ai buoni esiti del singolo Casting. La produzione è in mano ad Andrea Bergesio, ormai membro aggiunto della band, che li segue anche nella registrazione della colonna sonora del film Workers – Pronti a tutto, uscita per la Warner Chapell nel 2012. A questo punto l’attività cinematografica di Sardo si è fatta intensa (in pochi anni firma i copioni de la Doppia Ora, Tatanka, Il ragazzo invisibile, le serie Sky In Treatment e 1992) e la band per un po’ lavora a una nuova infornata di brani inediti di Fabrizio Napoli a forte prevalenza acustica, a cui poi Sardo aggiunge parole e voce. Ci vogliono tre anni perché questo lavoro prenda corpo ma finalmente nel 2015, il nuovo album – Non avere paura – è pronto. E’ il sesto disco ufficiale dei Mambassa ed esce (a novembre con Believe) a vent’anni da quel lontano viaggio in macchina Roma-Bra che sancì la nascita della band. Vista oggi, tutta la discografia dei Mambassa è una specie di lungo concept-album sui rapporti sentimentali incasinati, l’incomunicabilità, le ansie e le preoccupazioni di una generazione costretta a crescere e farsi adulta sotto la cappa asfissiante del ventennio berlusconiano.

D’aqui in lingua italiana significa QUI. La lingua occitana racconta Marsiglia, metropoli d’occitania Centrale, per meglio comprendere le tradizioni di altri luoghi.”Qui e altrove”.
Nati nel 2001, la loro formazione vede l’utilizzo del clarinetto, basso, percussioni e elettronica.
Con le contaminazione del dub, eccellenti musicisti strasmettono suoni possessivi creando dal vivo un ambiente ipnotico, accompagnati da ritmi orientali del Mediterraneo. Il gruppo propone cosi’ una visione del mondo valorizzando un margine culturale, suscettibile di rovesciare un rapporto “periferico con l’occidente”. D’aqui Dub, rispettando la ricchezza di Marsiglia, riescono a creare una fusione moderna di suoni contemporanei, di ritmi tipici della Provenza e di altre regioni del mondo.
Arnaud Fromont: (clarinetto,canto)
Asmir Sabic: (Bouzouki)
Manuel casatel (Basso)
Sylvain Bulher (Computer)

Ritorna sul palco Dj Testore con una serata dedicata a Bruce Springsteen:  selezioni musicali e vinili rari per ripercorrere la carriera del mitico Boss.

Piero Sidoti, udinese, classe ’68, arriva solo apparentemente tardi al suo primo disco in distribuzione nazionale, “Genteinattesa”.

Il suo curriculum, infatti, è ricco di esperienze e di riconoscimenti. Dopo svariati premi e segnalazioni nel 2004 arriva la sua prima tappa importante vincendo il Premio Recanati e ottenendo anche, in quell’occasione, i sinceri di apprezzamenti di Lucio Dalla che gli mette a disposizione il suo studio per la registrazione di 3 brani del nuovo disco.

Sempre nel 2004 è finalista al “Premio l’artista che non c’era” e al Premio Fabrizio De André come “miglior poesia in musica” e “miglior cantautore”. Nello stesso anno fa una breve parte, interpretando la canzone Granada, nel Film “Agata e la tempesta” di Silvio Soldini. Nel 2005 è stato premiato come miglior artista non prodotto al Festival “Domenico Modugno” e nel settembre 2008 si è esibito al “Tenco che ascolta”, a Provvidenti, invitato come “uno degli emergenti più interessanti sul territorio nazionale”.

Parallelamente si fa apprezzare nella sua regione, il Friuli Venezia Giulia, sia come cantautore sia come attore, collaborando con Giuseppe Battiston col quale realizza lo spettacolo “Pagine a due in musica”, presentato anche alla rassegna “Milano Oltre” (2000) e il più recente “Particelle” (2007-2008 con una ripresa nel 2009/10), uno spettacolo amaro, tra recitazione e canzoni, che affronta il tema dei giovani e dell’infrangersi delle loro alte aspirazioni nel mare magnum del precariato e dei lavori saltuari.

Gira i teatri italiani con lo spettacolo “Odissea di un suonatore di campanelli” da lui scritto ed interpretato assieme ad Antonio Marangolo con il quale collabora da diversi anni.

“Genteinattesa”, prodotto da Produzioni Fuorivia e distribuito da EGEA è il suo primo cd a diffusione nazionale. Ha gli arrangiamenti di Antonio Marangolo e le prefazioni di Lucio Dalla e Massimo Cotto. Special guest su alcuni brani l’attore e amico Giuseppe Battiston.

Nel 2010 Piero Sidoti vince il premio Gaber con lo spettacolo “Particelle” e il premio Tenco (il premio più prestigioso per la musica d’autore ) con il disco Genteinattesa.
Sempre nello stesso anno gli viene conferito, in regione, il premio “Moret d’ Aur” ed il premio “Pino Piras”.
Nel 2011 “Genteinattesa” esce anche in Francia e viene presentato a Parigi in occasione del concerto di Gianmaria Testa al teatro all’hambra (lo storico teatro di Edit Piaff).
“La Venere nera” viene selezionata la come canzone del mese di gennaio dalla radio nazionale francese.
Piero Sidoti si esibisce in tutti i teatri italiani con lo spettacolo “ Il precario e il professore” assieme all’attore Giuseppe Battiston. Sempre con Battiston canta il singolo “Leggermente” nato come colonna sonora dell’omonima rassegna di san Daniele e scelto anche come colonna sonora de “La prima scuola”, progetto che si accompagna all’uscita del film “La prima neve” di Andrea Segre.
Dopo 5 anni e la TARGA TENCO 2010 per l’Opera Prima, torna finalmente con un ricco album di inediti, intitolato LA LA LA: 13 brani e 2 ghost track che esplorano il quotidiano contemporaneo, ma anche tutte le grandi questioni dell’esistenza (il tempo, l’amore, la felicità, la tensione verso l’utopia…). Tra poesia e ironia, tra sentimento e grottesco. Il La La La Tour porterà in scena un’esplorazione divertente e divertita di tante tematiche del nostro oggi: il tempo, l’amore, il lavoro, la felicità, la politica. Le sonorità, invece, muoveranno dalla tradizione italiana per inseguire bossanova e andamenti sudamericani.
http://www.pierosidoti.it