DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 339-5641302 – P.IVA 01229500051

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Bobo, Zorro e Alby dei Fratelli di Soledad in uno spettacolo acustico, fra slide guitar, mandolini e musica di lotta, dove proporranno i brani più “intimi” del loro repertorio, alcune chicche dal nuovo cd e rivisitazioni di brani ripescati dai loro lavori passati.

FRATELLI DI SOLEDAD
Il progetto Fratelli di Soledad (nome preso in prestito dal titolo del libro di George Jackson, attivista delle Black Panthers ucciso nel 1971) nasce nel 1989, dopo una breve parentesi con il nome di Soledad Brothers.
Fin dalle prime uscite i Fratelli mettono in chiaro le proprie intenzioni, fatte di ska e reggae contaminate da elementi combat rock, pop e da testi (firmati quasi sempre da Giorgio “Zorro” Silvestri) che trattano argomenti anche a sfondo sociale ma visti attraverso il filtro dell’ironia. La fervida attività live, caratterizzata dalle capacità di Roberto “Bobo” Boggio, vero animale da palco, aumenta la cerchia dei loro estimatori e nel 1992 arriva il primo disco in studio, intitolato “Barzellette e massacri”, che contiene pezzi che diventeranno dei veri e propri classici, come “Fratelli di Soledad”, “Brescia Bologna Ustica” e “Radiomuffin”.
L’album d’esordio viene seguito nel 1994 da “Gridalo forte”.
I Fratelli a questo punto si lanciano in un’impresa ardua ma proficua registrando “Salviamo il salvabile”, raccolta di cover più o meno famose tratte dal repertorio della musica d’autore (e non) italiana. Nel 1996 pubblicano per la Virgin il loro quarto e ultimo album “Balli e pistole”, prodotto da Max Casacci, che si rivela piuttosto diverso dal resto del precedente repertorio.
Dopo più di 500 concerti in tutta la penisola, un’apparizione a Valencia in Spagna e la partecipazione ai più importanti festival rock italiani da Arezzo Wave, a Sonoria, a Pellerossa, nel 1998 il gruppo si scioglie, congedandosi con il proprio pubblico torinese in un indimenticabile ed emozionante concerto al Barrumba di Torino, strapieno per l’occasione. Dopo quattro anni di silenzio il gruppo si è ricomposto e quelle che avrebbero dovuto essere tre uniche uscite live estive, previste in occasione del Festival Indipendent Explosion 2002, si sono presto trasformate in un tour di 60 date. Alcuni di questi concerti sono stati registrati e nel giugno 2003 è uscito in tutti i negozi su etichetta Mescal un album dal vivo “Sulla strada in concerto” contenente tre brani inediti e nuove versioni live di canzoni riferite ai precedenti lavori della band.
Da segnalare la partecipazione durante l’anno 2003 ad alcuni importanti festival quali: Tora Tora 2003, Arezzo Wave 2003, Independent Days 2003, Chicobum Festival 2003/2004, Traffic Torino Festival 2004.
A nove anni di distanza da “Balli e Pistole”, i Fratelli di Soledad hanno pubblicato nel 2005 “Mai Dire Mai”, edito da Manifesto CD.
L’8 maggio 2010 è uscito, per festeggiare i 20 anni di concerti, il CD “Fratelli senza paura” contenente materiale nuovo registrato presso l’Orange Studio di Collegno (TO) e prodotto dal gruppo insieme a Josh Sanfelici.
“Salviamo il salvabile atto II” è l’ultima fatica in studio dei Fratelli di Soledad

Perfomance Domani 25 Novembre alle ore 18.30 in Piazza San Secondo
Giornata del Femminicidio

Mettere insieme la tradizione del più famoso piatto piemontese con la novità di un incontro che diventa festa, un po’ happening, un po’ evento a sorpresa.
BCD (l’acronimo di Bagna Cauda Day, gioca tra il piemontese e l’inglese) è convocato via Internet e aperto a tutti i fans della Bagna Cauda nel mondo.
Bagna Cauda Day che si può pronunciare con ironia anche anche Bagna Cauda d’aj (ovvero d’aglio).
Programma

Venerdì 21 novembre dalle ore 20,30

Sabato 22 novembre dalle ore 20,30

Domenica 23 novembre dalle ore 12,30

I bagnacaudisti riceveranno in omaggio un quaderno edito da Astigiani con storia, citazioni, ricette e il “galateo”del mangiatore di bagna cauda. In omaggio anche il tovaglione d’autore, firmato da Paolo Fresu in tessuto, con logo del Bagna Cauda Day da usare e tenere a ricordo dell’evento.

Ogni commensale compresi nei 25 euro avrà anche: assaggi di salame cotto del Monferrato, grigliati e sottaceti Saclà, “lingue di suocera” del panificio Fongo, caffè. Per i bambini fino a 10 anni i genitori pagheranno 10 euro.
Il vino sarà servito dal produttore presente presso il locale al prezzo di 8 Euro a bottiglia.

Info e prenotazioni: 3395641302
http://www.bagnacaudaday.it/joomla/index.php/component/content/article?id=15

dom 16.11 – Cena Tibetana

novembre 15th, 2014

Menu’: piatti tipici e ingredienti Tibetani.
Ore 15,30 – Cerimonia del Mandala che si concluderà durante la cena.
Prezzo € 20
E’ necessaria la prenotazione al numero: 3931653142

Sul palco del diavolo Rosso Venerdì 14 Novembre salirà colui che è universalmente riconosciuto come uno dei giovani cantautori più talentuosi d’Italia, Nicolò Carnesi. Classe 1987, il nostro ha pubblicato quest’anno il suo secondo album “Ho una galassia nell’armadio” (Picicca Dischi), che lo ha consacarato a realtà di grandissimo interesse della musica indie italiana.
Prima di lui sul palco una vecchia conoscenza dei palchi Astigiani. I BandaFratelli suoneranno brani del loro nuovo album “l’amore è un frigo pieno”, prima tappa ad Asti del loro lungo tour.

NICOLO’ CARNESI
Nicolò Carnesi è uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò Carnesi ha esordito con un album dalle molte sfaccettature, proponendosi ora come cantautore nella tradizione nazionale, ora come funambolico creatore di brani di blues elettronico, ora come autore lirico e contemporaneo. Dopo la pubblicazione del singolo “Il Colpo” e l’ep “Ho poca fantasia”, Carnesi pubblica il suo primo album nel 2012, confermando il proprio eclettismo, quello che potrebbe diventare un vero e proprio marchio di fabbrica: Nicolò applica una continua rielaborazione dei diversi generi musicali in cui gli originali vengono svuotati della loro identità, smontati e ridotti a tessere per un collage di suoni, melodie e riferimenti. Grazie a questa formula convivono nello stesso disco elementi più diversi come: il folk-pop, la new wave, il flower pop o il garage rock.
Nicolò rielabora svariati generi musicali, svuotando gli originali della loro identità, e riutilizzandoli come tessere per un mix inimmaginabile di suoni, richiami, melodie.

BANDA FRATELLI
Nel 2009 esce il primo ep autoprodotto dei Banda Fratelli: “Caramelle & Rock’n’roll (nel salotto della zia)”. Nel 2011 arriva l’album d’esordio “Buongiorno, disse il metronotte” (Controrecords, 2011), Alcune canzoni estratte da questo disco hanno regalato alla Banda Fratelli una vetrina nazionale: “Buongiorno, disse il metronotte” è stata utilizzata come sigla del programma estivo di Mauro e Andrea su Radio Deejay, mentre “Il pirata in frac” è stata scelta per aprire la compilation “Torino Musicale” di Rolling Stone e “Rosso” è stata programmata a “Caterpillar” su Rai Radio 2. La Banda Fratelli è stata inserita, inoltre, nel roster nazionale Arci Real, che raggruppa alcune tra le proposte musicali più interessanti sul territorio italiano e su oltre mille partecipanti è stata selezionata per le audizioni live di Musicultura 2012. Nel 2013, la Banda torna al Transeuropa Studio per registrare il suo secondo album, “L’amore è un frigo pieno” (Controrecords). La produzione artistica è nuovamente firmata da Fabrizio “Cit” Chiapello, con master realizzato al Nautilus di Milano. Il disco è in uscita a marzo 2014, ancora una volta per Controrecords. Negli oltre otto anni di attività live, la Banda Fratelli ha diviso il palco con Giuliano Palma & The Bluebeaters, Africa Unite, Perturbazione, Nobraino, Il Pan del Diavolo, Il Genio, Meganoidi, Ettore Giuradei, Fabio Treves Blues Band, Mr. T-Bone & The Young Lions e molti altri.

Ti sembra che faccia rock per caso, Paolo Zanardi (vero cognome Iaffaldano). Anzi: per spasmo, per un riflesso involontario e liberatorio. Da attore in libera uscita. L’impostazione rugginosa, i testi come gomitate nel vuoto pneumatico delle periferie o sputi nel calderone della quotidiana ingiustizia. Più facile immaginarlo su un palcoscenico, come un teatrante off dal piglio amaro, l’espressività brusca, l’enfasi spigolosa del narrare. Non è certo un caso, semmai per quel volto che sembra disegnato dall’adorato Andrea Pazienza (capito da dove viene lo pseudonimo?), se Antonio Rezza ha scorto in lui uno spirito affine, accogliendolo nella cerchia di amici e tra le spire beffarde e laceranti del suo show.
Tuttavia, pur con tutte le deviazioni che si concede, Zanardi è un rocker. Per quanto assolva il compito con quel filo di sdegno, col livore maldigerito di chi ha già esaurito tutti i tentativi per farsi amare dalla vita, segue il demone elettrico fin da quando – bambinello – iniziò a strimpellare la chitarra. Un’ossessione sfaccettata e tentacolare che negli anni lo ha visto amare tanto e di tutto: Piero Ciampi e i Joy Division, CCCP e Tom Waits, Roberto Murolo e Dirty Three, Debussy e la new wave italiana. Tra le altre cose.
Siccome è nato a Monopoli nel ’68, aveva giusto trent’anni quando i Borgo Pirano, band da lui fondata nel ’94, vinsero il premio Città di Recanati. Non erano nuovi a soddisfazioni del genere, visto il Premio Ciampi del ’96 quale migliore nuova band e le affermazioni ad Arezzo Wave e Rock Targato Italia nel ’97. Come spesso accade però, non furono motivi sufficienti a far stare in piedi la band, che cessò di esistere quando Paolo decise di trasferirsi a Roma. Poteva assomigliare alla morte di un sogno rock, come ne accadono tutti i giorni ad ogni latitudine. Ma vuoi mettere risorgere?
Nella capitale infatti si aprirono nuove strade. Storte e trasversali, e non poteva essere altrimenti. Obbediente al proprio amore per il cinema, Paolo si mise a comporre colonne sonore per cortometraggi, attività che lo vide affiancato da Giorgio Spada, già tastierista dei Pirano e suo fido produttore. Altra liaison destinata a durare fu quella avviata con Remo Remotti, poliedrico artista romano (attore – per Moretti e i Taviani tra gli altri – nonché scrittore, scultore, pittore, poeta, umorista…) assieme al quale prese ad esibirsi regolarmente nel milieu capitolino, inscenando una sorta di cabaret a base di reading sonori che darà vita ad un disco, Remo Remotti Canottiere (Concertone-Edel, 2005).
Il 2005, già. L’anno cruciale. Coadiuvato dagli stessi musicisti di sempre, in pratica i Borgo Pirano resuscitati in incognito (oltre a Spada, che produce e si occupa delle tastiere, il batterista Maurizio Indolfi ed il bassista/chitarrista Luciano D’Arienzo), Zanardi debutta con un album che sembra un ricettacolo di tutto il suo vissuto artistico e non: Portami a fare un giro (Olivia records / Venus, 2005) è una parata di teatrini cinici e taglienti che procede a suon di beat acido, smanie pop, impertinenze balcaniche, jazzitudine stralunata e indignazione folk. Una prova autorevole, ricca di spunti, coraggiosa. Difatti, il disco ottiene lusinghiere recensioni, ma le radiolone nazionali – quelle che controllano il rubinetto delle (scarse) vendite – sembrano piuttosto distratte e il sasso sprofonda nello stagno senza che le acque si smuovano troppo. Nulla di cui stupirsi. Andare avanti. Senza smettere di bazzicare i club con Remotti, di spicciare musica per il cinema. In attesa di qualcosa, una breccia nel carrozzone, per vomitarci quello che non si può trattenere. Una specie di resurrezione. Difficile, forse impossibile. Ma: vuoi mettere?

E’ nel 2008 sulle rive di un fiume, dove cinque amici di vecchia data usavano ritrovarsi per riempire le loro giornate di musica, che il progetto “Crazy Power Flowers” prende vita per arricchirsi poi, durante il corso degli anni, della presenza di nuovi componenti fino ad arrivare ad un organico che attualmente consta di dieci elementi.
Dopo una serie di importanti esperienze quali la partecipazione a Collisioni, festival ambitissimo nella Langa e la vittoria al Saluzzo Underground, i Crazy Power Flowers concretizzano finalmente il loro amore per la musica, in particolare per tutto il filone reggae (in tutte le sue contaminazioni), nella produzione di un disco intitolato “Per sfidare il Limite” in uscita il 22 novembre 2013.
Ascoltare quest’album significa entrare in una nuova dimensione di sé ed immaginarsi immersi in atmosfere musicali narranti storie ed esperienze vissute in privato ma che, nel contempo, possono essere interpretate sia nel sociale che personale. Il tutto è poi sapientemente organizzato in una perfetta sinergia sonora che si muove fra influenze reggae, blues, funky e jazz (provenienti dal backround di ogni singolo componente), riuscendo però a mantenere ben salda un’identità musicale riconoscibile ed originale.

http://bennewto7.wix.com/crazypowerflowers

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