DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 339-5641302 – P.IVA 01229500051

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

PAOLO SPACCAMONTI
Chitarrista e compositore dall’anima sperimentale, affianca alla sua attività solista – con i dischi Undici Pezzi Facili e Buone Notizie – innumerevoli collaborazioni (tra cui Damo Suzuki dei CAN, Six Organs of Admittance, Offlaga Disco Pax, Julia Kent, Larsen). Ha partecipato a festival prestigiosi (come il Traffic Festival) e diviso il palco con Nick Cave & The Bad Seeds, Anna Calvi, St. Vincent, Le Luci Della Centrale Elettrica, Xiu Xiu. Presenterà in anteprima i brani del nuovo disco Rumors in uscita il 20 aprile 2015 (Santeria – Escape From Today – Audioglobe).
http://paolospaccamonti.com/

DANIELE BRUSASCHETTO
Veterano dell’underground italiano e internazionale, è stato definito dalla critica uno dei segreti meglio custoditi della musica indipendente italiana. Nel 2014 ha pubblicato per Bosco rec Rapida e Indolore, un disco più che mai all’insegna del cantautorato noise ed elettronico. Ad accompagnarlo nei live – nei quali assume aspetto rilevante anche la proiezione video – è Marco Milanesio, esperto musicista e sound engineer con innumerevoli collaborazioni.
http://www.danielebrusaschetto.net/

https://www.youtube.com/watch?v=UySdpQplUs8 ;
https://www.youtube.com/watch?v=15IwAqTVDJ4

Dal 26 marzo 2015 al 29 marzo 2015 al Diavolo Rosso saranno esposti, per la prima volta da “solista”, tutti i lavori eseguiti con le più svariate tecniche, dalla pittura ad olio classica a nuovi esperimenti fatti con materiali di recupero. L’evento prende nome da un disegno in particolare, appunto “La Creazione del Peccato”, un nome che racchiude un po l’inizio di un percorso abbastanza turbolento.

Indi(e)avolato è lieta e decisamente orgogliosa di riportare al Diavolo Rosso un monumento della musica alternativa Italiana. Uno che leggendo questa definizione potrebbe reagire mandandoci a quel paese. Uno che non ci ha pensato due volte a mandare a quel paese chi voleva “fermare la musica” al Diavolo Rosso. Un concerto che sarà lezione di musica, lezione di vita e lezione di poesia (un altro probabile insulto da parte sua nei nostri confronti). Ad aprire le Danze un giovane cantautore Torinese di quelli con talento da vendere…Eugenio Rodondi.

GIORGIO CANALI

Non ci dovrebbe essere bisogno di spendere troppe parole per spiegare chi è Giorgio Canali.  Musicista, produttore, autore, stretto collaboratore di numerosi gruppi italiani e stranieri…amato trasversalmente da generazioni diverse. Chitarrista dei CCCP Fedeli alla linea, poi diventati CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti e successivamente PGR, Giorgio Canali ha dato il via alla sua carriera solista, supportato dalla sua band Rossofuoco, nel 1998 con l’album Che Fine Ha Fatto Lazlotòz (pubblicato in Italia da Sonica e distribuito in Francia con il titolo di 1000 Vietnam), seguito nel 2002 da Rossofuoco (uscito per Gammapop). Entrambi i dischi contengono canzoni scritte in italiano e in francese. Il terzo album è invece Giorgio Canali & Rossofuoco (il cui titolo originario è però rappresentato dalla freccia disegnata in copertina), uscito nel 2004 per La Tempesta. Nel 2007 è la volta di Tutti Contro Tutti, sempre per La Tempesta, che contiene tra gli altri anche la versione italiana di un brano in francese già presente nel primo disco. Il quinto lavoro, Nostra Signora della Dinamite, esce invece nel 2009 mentre è del 2011 l’ultimo album, Rojo. L’intensa attività di produttore – tra i dischi più famosi da lui prodotti l’omonimo esordio dei Verdena (1999), Sguardo Contemporaneo di Bugo (2006) e Canzoni da Spiaggia Deturpata di Le Luci della Centrale Elettrica (2008) – l’ha portato a collaborare con un numero impressionante di artisti tra cui ricordiamo Marlene Kuntz, Noir Désir, Litfiba, Timoria, PFM, Yo Yo Mundi, Tre Allegri Ragazzi Morti, Virginiana Miller, Ulan Bator, the Zen Circus e Le Luci Della Centrale Elettrica. I suoi lavori confermano la vitalità di uno dei più originali autori del panorama italiano, che sa coniugare, con immutata maestria, poesia e impegno sociale, sguardo acuto sui nostri tempi e passione viscerale.

EUGENIO RODONDI

Eugenio Rodondi nasce a Torino nel 1988. Poco più che bambino scopre la canzone d’autore e se ne appassiona, con un’intensità ed un’attenzione per i dettagli che caratterizzano anche i suoi brani. A partire dal 2011 la sua presenza sulla scena cantautorale torinese si fa via via più significativa. Il 2012 è l’anno del primo album ufficiale di Eugenio: “Labirinto”, registrato con la supervisione di Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele (Perturbazione). L’album esce nel novembre 2012, confezionato in un digipack illustrato da Irene Bedino, e viene presentato ufficialmente il 9 novembre alle Officine Corsare di Torino. Nel 2013 Eugenio entra in contatto con Phonarchia Dischi, dando vita ad una collaborazione per il suo nuovo album,”Ocra”. Si avvale della produzione artistica di Nicola Baronti. Ocra vedrà la luce il 17 febbraio 2015. Etichetta “Phonarchia Dischi”, distribuzione “Audioglobe”.

Ingresso: Up to you

https://youtu.be/6gOSyUQkVlI?list=PL71F809B024389282

Officine Carabà, in collaborazione con Libellula Press

✔ Con il Patrocinio dell’Ambasciata d’Irlanda e del Comune di Asti

✔ Con il contributo di Audi Zentrum Asti e Pico Maccario

presenta:

▼ U2 FROM 1978  TO  1981 ▼

Palazzo Ottolenghi, Corso Alfieri 350 – Asti

dal 22 marzo al 4 maggio 2015

Gli U2 ai tempi di Boy e October attraverso gli occhi e i ricordi di Patrick Brocklebank (che fu anche loro amico) sono in mostra ad Asti, dal 22 marzo al 4 maggio. Immagini inedite di Bono Vox, Adam Clayton, Larry Mullen Jr., The Edge e aneddoti del fotografo, grazie ai quali si potranno vivere gli esordi della band e l’atmosfera di Dublino, vivace e ribelle, in quel periodo. Tutto questo in U2 from 1978 to 1981 a Palazzo Ottolenghi (Corso Alfieri 350 – Asti). Ad ideale completamento della mostra fotografica sarà presente uno spazio allestito in collaborazione con U2 PLACE.COM, che racconterà attraverso video e memorabilia il percorso compiuto dagli U2 dalla fine degli anni 70 fino ai giorni nostri.

Le foto sono in vendita

▼ ORARI MOSTRA ▼

da martedì a domenica: 10-13 e 16-19

lunedì giorno di chiusura

 

Un estratto della grande esibizione live di Giovanni Succi al Diavolo Rosso, prima tappa del tour a seguito del suo nuovo lavoro intitolato “Lampi per macachi” in cui rivisita in chiave del tutto personale grandi classici di Paolo Conte.

Immagini by Officine Kaplan

Sabato 28.03 alle 21,30 il Diavolo Rosso ospiterà la proiezione dell’ultimo cortometraggio delle Officine Kaplan intitolato “Death of a Star”.
Il cortometraggio, scritto da Anthony Sisco ed Alessio Mattia con la regia di Paolo Gonella, è stato girato interamente ad Asti ed interpretato da   Anthony Sisco, Lupo Marcheschi, Enrico Magnone con partecipazione straordinaria di Elena Radonicich.

Era il 1985 quando Paolo BONFANTI fu contattato per la prima volta da uno dei gruppi di punta del bluegrass europeo, Red Wine, per sostituire temporaneamente un virtuoso della chitarra acustica flatpicking come Beppe Gambetta che nel frattempo aveva intrapreso una nuova carriera come solista.
Da allora Paolo BONFANTI e Martino COPPO hanno cominciato a incrociare le proprie strade, a suonare insieme in svariate situazioni fino alla decisione di costituire un duo in cui dare sfogo a tutta la loro poliedricità e varietà di gusti e passioni musicali comuni. Dopo tanti anni un CD insieme è una conclusione tanto ovvia quanto necessaria per testimoniare questo sodalizio.
In questo lavoro intitolato “Friend of a friend” brani originali e reinterpretazioni si dividono equamente lo spazio a disposizione: dalla canzone d’autore americana (Neil Young, John Prine e David Wilcox) al bluegrass (il “padre fondatore” Bill Monroe); dal blues (Muddy Waters) al folk e al gospel; dalle suggestioni irlandesi di Matilda’s Dance al tributo al grande Bill Monroe nello strumentale “WSM” (in una versione che si rifà in qualche modo agli Hot Tuna più acustici), dalle ballads d’autore come “Friend Of A Friend” (la title track) o “Trains” a insolite misture tra musica cajun e dialetto genovese come in Via da Zèna. Tutte le influenze musicali sono ben amalgamate e convergono per dare vita ad un mix estremamente vario ed affascinante.
Al Diavolo Rosso il duo di origine genovese giovedì presenterà le canzoni contenute nel cd intitolato “Friend of a Friend”.
Classe 1960, genovese, mancino, Paolo BONFANTI inizia a suonare la chitarra nel 1975 dopo studi classici di pianoforte. Si è laureato al DAMS di Bologna con una tesi sul Blues. Dal 1985 al 1990 front man dei Big Fat Mama con cui incide tre LP. Dal 1990 al 1992 suona con alcuni “miti” del Blues inglese come il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, John Mayall) e Mickey Waller (Jeff Beck, Rod Stewart) nel gruppo Downtown. Continua l’attività concertistica con una propria band in tutta Europa e negli Stati Uniti; registra 10 cd a proprio nome.
Nel 2013 sono usciti il DVD didattico La Chitarra Elettrica secondo Bonfanti, per fingerpicking.net / Carisch ed il CD Exile On Backstreets.
Martino COPPO, mandolinista Bluegrass (e avvocato per sopravvivere) è nato a Genova. Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 13 anni, ispirato dal suono acustico di Bob Dylan, Crosby, Stills, Nash & Young, The Byrds e Joni Mitchell . Verso la fine degli anni ’70 prende in mano il mandolino affascinato dal suono di Sam Bush, David Grisman, John Hartford, Norman Blake e Tony Rice. Tutti questi artisti sono stati per Martino una grande ispirazione per intraprendere una sorta di viaggio musicale a ritroso verso le fonti della tradizione Bluegrass. Nel 1981 entra a far parte della Red Wine, la band in cui tuttora canta e suona il mandolino e con cui inizia a girare intensamente in tutta Italia, Europa e, dalla metà degli anni ’90, gli Stati Uniti, con diverse apparizioni a festival in tutto il paese.
Attualmente lavora al Bluegrass Pioneer & Personality, un progetto destinato a celebrare e ricordare le persone che hanno originariamente iniziato a diffondere la musica Bluegrass in Europa.

 

Appuntamento da non perdere il 19 marzo: al Diavolo Rosso si esibirà Gary Lucas. Co-autore di alcune delle canzoni più belle di Jeff Buckley e delle tracce più significative contenute nell’album “Grace”, il chitarrista e compositore di Syracuse sarà il protagonista di un concerto durante il quale si racconterà e racconterà il suo rapporto con Buckley.
Definito “Il chitarrista migliore e più originale d’America” dal Rolling Stone Magazine, “Guitarist with a global guitar” dal New York Times e “Chitarrista fuoriclasse leggendario” dal The Guardian, Gary Lucas è considerato uno dei più influenti ed autorevoli chitarristi viventi. Associato alla Magic Band di Captain Beefheart, ha colmato l’universo sonoro di Leonard Bernstein e collaborato con John Cale, Lou Reed e Nick Cave. I suoi vortici armonici, condensati in frenetiche escursioni atonali e aritmiche espansioni sfiorano l’abisso poetico di George Gherswin, per rievocare lo stile di Robbie Basho e quello John Fahey. Un concerto che i fan di Captain Beafheart e Jeff Buckley non perderanno per niente al mondo.
http://www.garylucas.com/

Ingresso a € 12 per chi prenota entro il 10 marzo scrivendo a info@diavolorosso.it ed € 15 a chi lo acquista direttamente la sera del concerto.

Terzo appuntamento con i concerti “silenziosi” al Diavolo Rosso. Questa volta, domenica 15 Marzo, posizionati tra la gente all’interno del locale si esibirà Marrone Quando Fugge e gli State Liquor Store.
Marrone Quando Fugge è il progetto solista di Massimo Lepre, progetto arrivato in finale alle Targhe Tenco con il primo disco “Il Pre-fagiolismo”. Attualmente Massimo è al lavoro sul secondo atteso capitolo della sua discografia.
Affiancati al cantautore un’ altro progetto astigiano di recente formazione, Gli State Liquor Store, con il loro acoustic folk dalle forti tinte internazionali.
Un concerto completamente a nudo, senza amplificazione, come la regola di questo nuovo show Indi(e)avolato impone, per far fronte ai problemi legati a decibel del Diavolo Rosso senza rinunciare a proporre contenuti culturali proseguendo con la programmazione.  Ad accompagnare la serata un apritivo a buffet a partire dalle 19.
MARRONE QUANDO FUGGE
Nel 2006 fonda il duo musicale “Ai Rebetici” con Giuseppe Cuzzilla che propone cover del cantante Vinicio Capossela.
Nel 2007 si forma “La Banda Spessotto”, capace di ricreare la magica atmosfera caposseliana con momenti di poesia, costumi e scenografia. Il gruppo esordisce sui palchi di teatri Italiani ed Europei, collaborando con molti musicisti e creando diverse formazioni delle quali ha fatto parte anche Giulio Rosa, come basso-tuba di Vinicio Capossela.
Nel 2010 con il cantautore Andrea Anania, nasce il “Duo Parco”, che propone un repertorio di canzoni popolari e pezzi inediti. Dal 2010 fa parte del laboratorio sperimentale di polifonia “Coro Musica Dulce”.
Nel 2011 collabora con “l’Amplomb D’La Plume”, dove Lepre suona la sega armonica, partecipando alla “Fete de l’Harmonie” presso il “Jardin de Ville” (Grenoble), ed alla “Fete de la Musique, scène chanson française” sul palco principale della città di Grenoble.Nello stesso anno collabora con la cantautrice Sabrina Turri e fonda il progetto “Marrone Quando Fugge” per il quale scrive testi e compone melodie. Grazie all’iniziativa viene notato dal cantautore Sergio Vallarino, in arte Zibba, che si propone come suo produttore.
Nel 2012 nasce “MetalPhoniES” insieme a Massimiliano Nicolò. Le composizioni sono esclusivamente improvvisate per garantire l’originalità di ogni performance e concerto. Gli strumenti sono realizzati a mano con materiale di recupero secondo le necessità e le sonorità ricercate Il gruppo esordisce durante il festival “Collisioni 2012” come ambientazione sonora della performance dell’artista Enzo Mastrangelo. Al progetto si aggiungono altri musicisti ed esce il concept-album “CirclePhony”.
Prende vita un polmone di “Marrone Quando Fugge”, con la creazione di “sMisurataMente”, spettacolo musico-teatrale che prevede l’unione di suono, voce, danza e teatro.
Nel 2013 inizia la produzione de “il Pre-Fagiolismo” suo disco d’esordio, con il qaule vince il Premio “L’Artista che non c’era” e arriva in finale per la Targa Tenco, sezione “Opera Prima”.
STATE LIQUOR STORE
State Liquor Store è un’idea, uno stato della mente, un luogo (ir)reale, distante e vicino insieme. Un angolo invecchiato in modo gentile dal tempo, forse polveroso, ma caldo e accogliente come le storie più belle della vita. Il negozio di liquori in cui scegliere il proprio whiskey preferito e sorseggiarlo con pazienza, magari in compagnia di quel buon vecchio amico che non vediamo da mesi e che, invece, è sempre lì, pronto ad ascoltarci e ad accoglierci in ogni circostanza.
State Liquor Store nasce nel 2013 da un’idea di Luca e Gian Marco (già compagni di avventura in precedenti progetti musicali) ai quali si aggiunge presto Matteo, fratello di Luca e anch’egli ex compagno artistico di lungo corso di entrambi. E’ un progetto musicale inedito che, partendo dalla semplicità dei suoni acustici, viaggia in modo libero per arrivare a chiunque voglia riceverne le suggestioni sonore e liriche dando loro una nuova casa.

Torna Indi(e)avolato, lo fa ospitando il 13 Marzo una giovanissima band toscana considerata a ragione una grande promessa della scena Italiana: gli Etruschi From Lakota.
A due anni dalla pubblicazione del disco d’esordio “I Nuovi Mostri” (Phonarchia Dischi), che ha consacrato gli Etruschi From Lakota come band rivelazione del 2013 , il quintetto toscano torna con un nuovo attesissimo album dal titolo “Non CiResta Che Ridere” . L’album, che uscirà il 26 gennaio 2015 per Phonarchia Dischi , ha beneficiato della produzione artistica di Nicola Baronti ed è stato mixato dallo stesso Baronti in collaborazione con Antonio Castiello (Jambona Lab).Lo studio di registrazione utilizzato è stato, come per il precednte lavoro, il White Rabbit Hole studio, base della crew di Phonarchia dischi.
La band si è contraddistinta, fin dagli esordi, per un forte senso di appartenenza alla cultura della propria terra e delle proprie origini, per l’ironia e il sarcasmo di cui, spesso, i toscani sono autentici maestri e per una autentica passione per il citazionismo.
Ma i nostri 5 eroi, cresciuti in campagna a chianina e Led Zeppelin, lungi dall’assumere connotazioni macchietistiche,affrontano consapevolmente anche tematiche più serie. Le canzoni degli Etruschi parlano, infatti, di argomenti quali il lavoro, la vita, la morte e la religione. Si dichiarano, inoltre, sensibili allo sterminio perpetrato ai danni dei Pellerossa , inteso come paradigma della cancellazione delle culture autoctone, al punto di inserire nella denominazione della band il richiamo ai Lakota di Toro Seduto. Una presa di posizione che ricorda il celebre film di Roberto Benigni “Non Ci Resta Che Piangere” in cui i protagonisti cercano di impedire la partenza di Cristoforo Colombo per evitare, così, la “scoperta dell’America” e i disastri che ne sarebbero conseguiti per le popolazioni indigene. Non a caso, la band è stata definita, in più occasioni, figlia di uno “mix” non ortodosso tra Roberto Benigni e Rino Gaetano e, probabilmente, è in parte è vero, anche in considerazione della scelta del titolo dell’album.