DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 339-5641302 – P.IVA 01229500051

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Mafalda Minnozzi è la voce, la libertá, il coraggio, l’audacia, l’istinto, l’irriverenza. Paul Ricci è la chitarra, l’architettura, il pentagramma, il metodo, la ricerca del suono perfetto, la posizione. eMPathia é stato concepito, maturato e prodotto a San Paolo in Brasile. Due “artigiani” della musica che hanno minuziosamente selezionato non solo gli autori da interpretare ma anche le caratteristiche degli strumenti da usare, dosando sfumature e gradazioni di swing, jazz, soul e bossa-nova.
Ingresso gratuito

http://mafaldaminnozzi.com/

Cantautrice folk statunitense, Vanessa Peters nata e cresciuta a Dallas, dopo la laurea in Inglese e scrittura creativa si trasferì per un anno a Castiglion Fiorentino dove imparò a suonare la chitarra ed iniziò a scrivere canzoni. Al 2002 risalgono le prime esibizioni pubbliche e nel 2003 realizzò il suo primo album intitolato “Sparkler” che propose in un tour solista nei mesi successivi. Nel 2004 incise il primo di tre dischi con gli Ice Cream on Mondays, band che l’ha accompagnata in numerosi tour europei e statunitensi, intitolato “Thin Thread” a cui seguì nel 2006 “Little Films.” La rivista Maverick Magazine (UK) ne parla come uno dei migliori album di Vanessa, sottolineandone i testi sorprendenti, le melodie orecchiabili e soprattutto la voce, definita un mix fra la graffiante particolarità di Lucinda Williams, la freschezza di Beth Orton e la grazia incerta di Suzanne Vega. Nell’album vari generi e varie atmosfere si mescolano, ripercorrendo le radici rock dei Wilco e dei Jayhawks, quelle folk di Patty Griffin e quelle pop-rock di Aimee Mann, all’interno di in lavoro che però mantiene la sua originalità.
Il terzo album con gli Ice Cream on Mondays “Sweetheart, Keep Your Chin Up” uscito nel 2009 ha ricevuto buone critiche sia in Europa che negli USA debuttando al n°12 della classifica The Euro Americana Chart.
La sua musica ’on the road’ è piena di riferimenti culturalmente importanti (Dylan, Neil Young, Crosby etc.).
Il nuovo album “The Burn The Truth The Lies”, autoprodotto grazie anche al sostegno dei fans attraverso il sistema Kickstarter è stato registrato ad Austin, con la presenza di musicisti della scena texana. E’ un disco che ci indica una strada e ci conduce nel profondo, variegato mondo di Vanessa, la quale nuovamente mostra la propria abilità nel creare canzoni pop, orecchiabili e contagiose. Nel nuovo cd Vanessa Peters è una singolare songwriter, le cui canzoni sono simili ad una lama sottile, forgiata dal fuoco e lucidata con uno scopo ben preciso: amore per l’arte e il mestiere della scrittura. Un lavoro che ruota intorno al dolore e la gioia, latristezza e la felicità che si alternano nella vita di ognuno di noi e si trasformano in pura bellezza. “The Burn The Truth The Lies” dimostra, se mai ci fossero stati dubbi, un suono fresco, spontaneo che migliora ulteriormente il testo delle già splendide canzoni, una narrazione più ampia che risalta l’importanza dei rapporti umani. Il reclutamento di personaggi del calibro di Rip Rowan, John Dufilho dei Apples in Stereo, e Jason Garner dei Polyphonic Spree,e il grande Joe Reyes ha permesso di lavorare con estrema libertà musicale durante il processo di registrazione ed ha portato ad un suono fresco e spontaneo. Un disco perfetto per viaggiare, proprio come un vecchio disco di Gram Parsons e uno nuovo di Aimee Mann. In realtà questo lavoro porta con sé una sorta di atemporalità, un tempo indefinito, una luce che brilla e che sembra non spegnersi mai.

Ingresso libero
http://vanessapeters.com/

Appuntamento da non perdere il 19 marzo: al Diavolo Rosso si esibirà Gary Lucas. Co-autore di alcune delle canzoni più belle di Jeff Buckley e delle tracce più significative contenute nell’album “Grace”, il chitarrista e compositore di Syracuse sarà il protagonista di un concerto durante il quale si racconterà e racconterà il suo rapporto con Buckley.
Definito “Il chitarrista migliore e più originale d’America” dal Rolling Stone Magazine, “Guitarist with a global guitar” dal New York Times e “Chitarrista fuoriclasse leggendario” dal The Guardian, Gary Lucas è considerato uno dei più influenti ed autorevoli chitarristi viventi. Associato alla Magic Band di Captain Beefheart, ha colmato l’universo sonoro di Leonard Bernstein e collaborato con John Cale, Lou Reed e Nick Cave. I suoi vortici armonici, condensati in frenetiche escursioni atonali e aritmiche espansioni sfiorano l’abisso poetico di George Gherswin, per rievocare lo stile di Robbie Basho e quello John Fahey. Un concerto che i fan di Captain Beafheart e Jeff Buckley non perderanno per niente al mondo.
http://www.garylucas.com/

Ingresso a € 12 per chi prenota entro il 10 marzo scrivendo a (info@diavolorosso.it) ed € 15 a chi lo acquista direttamente la sera del concerto.

Secondo appuntamento di Indi(e)avolato Silent Show Domenica 1 Marzo al Diavolo Rosso
Confermata la formula: 2 artisti sul palco (o altrove, a loro stessa discrezione) in versione totalmente acustica. Ad esibirsi questa volta non più due cantautori ma due band, i Med in Itali e il Circolo Lehmann. I primi dopo un tour di 60 concerti nel 2013 tornano al Diavolo con brani del loro “Coltivare Piante Grasse” più qualche novità appena registrata, i secondi proporranno invece brani di quello che sarà il loro disco d’esordio in uscita nel 2015.
Un concerto completamente a nudo, senza amplificazione, come la regola di questo nuovo show Indi(e)avolato impone, per far fronte ai problemi legati a decibel del Diavolo Rosso senza rinunciare a proporre contenuti culturali proseguendo con la programmazione. Ad accompagnare la serata un aperitivo a buffet a partire dalle 19.
MED IN ITALI
I Med In Itali nascono nel 2007 dalle menti e le mani di Niccolò Maffei e Matteo Bessone e si possono definire un progetto che trova il proprio fulcro nella contaminazione di generi: le sonorità sono principalmente rock, ma addolcite e scaldate dalla chitarra acustica e dal sax e insaporite da ritmiche jazz-funk ricercate. Nati come buskers (artisti di strada) sulle strade di Dublino, di ritorno in Italia i Med In Itali trovano la propria formazione definitiva con chitarra acustica, sax, batteria e basso. Nel 2008 incidono il primo demo-tape, “Soluzione al Tempo”, che ottiene un ottimo riscontro da parte di numerose fanzine online e permette al gruppo di accedere ad importanti concorsi. Il brano “Soluzione al tempo” viene premiato come canzone della settimana su Kataweb e “Svanita Paura” inserito nella mixtape di Rockol. Nell’estate dello stesso anno vincono la settima edizione di Torino Sotterranea, acquisendo così la possibilità di aprire il Traffic Free Festival, e accedono alle fasi finali del 3dContest, che gli offre l’opportunità di condividere il palco con Niccolò Fabi (Mokadelic) e Morgan. Nell’Aprile del 2010 presentano il secondo lavoro e prima pubblicazione ufficiale per l’etichetta Hertz Brigade Records: “Bruco EP”. Accolto ottimamente dalla critica, il sound del disco e il forte impatto live portano i Med In Itali nell’estate del 2010 sui palchi di Collisioni Festival, Indi(e)avolato Fest, Atellana, Upload e ad aprire i concerti di Moltheni, Marta sui Tubi, Roberto Angelini, LnRipley, 2Pigeons, Enrico Capuano e molti altri. Dopo una lunga serie di concerti (oltre 100 in due anni) alla fine del 2011, i Med In Itali entrano nuovamente in studio per dedicarsi alle registrazioni del primo LP, uscito l’11 settembre 2012 per Libellula Music e accolto molto bene da tutta la stampa specializzata e generalista. Nell’anno successivo all’uscita dell’album la band esegue un tour di oltre 70 date in tutta Italia (tra i palchi anche il prestigioso Auditorium di Roma per Generazione XL e quello del Premio Lunezia in qualità di ospiti). Nel 2013 e 2014 la band continua il lungo tour arrivando in tutto a più di 100 concerti. Nel 2014 la band ha iniziato le registrazioni del secondo disco la cui uscita è prevista nel 2015.
CIRCOLO LEHMANN
Il Circolo Lehmann è un’indie/folk/psychedelic rock band, composta da tre musicisti: Ghego Zola (voce, chitarre, piano), Pax Caterisano (batteria, percussioni) e Lorenzo Serra (basso, chitarre, tastiere, sax tenore).
A loro si è aggiunto lo scrittore Marco Magnone per i testi. Il nome rende omaggio a “Il signor Lehmann”, libro cult del 2001 del tedesco Sven Regener, leader della band Element of Crime, che racconta la paradossale epopea della Kreuzberg di fine anni Ottanta. Il suo sguardo surreale, ancora attualissimo a ogni latitudine, ha ispirato il mood della band


Cafelait festeggia il compleanno del Diavolo Rosso con l’aperitivo indiavolato…dalle 19 alle 21  (Via Roero, 8 – Asti)

A seguire cena di beneficienza organizzata dalla Onlus One More Life: festeggiamo i 15 anni del Diavolo Rosso aiutando chi è stato meno fortunato di noi. L’incasso della serata sarà devoluto alla Mensa Sociale di Asti. Allieteranno la serata le prediche di Padre Flip (nuovo progetto di Pippo dei Trelilu)

Prenotazioni e informazioni:

3355839512 oppure p.malfatto@eqsg.com

3395641302 oppure diavolo.rossoasti@libero.it

Nell’anno che ha cambiato il mondo, il 1968, anche lo sport ha provveduto a  incidere, spesso anticipando, i mutamenti sociali, politici e di  costume di un’epoca. Le imprese di Best e Cruyff negli stadi, il  guanto nero di Smith e Carlos e la presa di coscienza dei campioni   afroamericani oltre Atlantico, la commovente avventura della   nazionale cecoslovacca di hockey su ghiaccio ai mondiali. Personaggi  ed eventi che hanno saputo scrivere una storia fatta non solo di  vittorie e record, saranno sapientemente raccontati ad Asti da Nicola Roggero, giornalista di Sky Sport e Fox Sport.  Lo spettacolo sarà un mix di parole, proiezioni e musiche miscelatecon cura da This KID dj.  L’appuntamento è per giovedì 26 febbraio alle ore 21.

Ingresso con offerta libera.

Mercoledì 25 febbraio ore 21 al Diavolo Rosso serata di enocinematografica con la proiezione del film “BaroloBoys”: il paesaggio delle Langhe fa da sfondo alla storia di un gruppo di amici, i “ragazzi ribelli” che hanno partecipato ad una rivoluzione enologica, tra conflitti generazionali, geniali intuizioni e polemiche mai sopite.
Un film (64′) di Paolo Casalis e Tiziano Gaia

Seguirà incontro-dibattito dal titolo: “Alla ricerca dei Barbera boys”
Sergio Miravalle metterà a confronto gli autori del film con barolisti e barberisti, storie di “convergenze parallele” dalla comune passione enologica. Interveranno Elio Altare, Chiara Boscis, Giorgio Rivetti, giovani rappresentanti delle famiglie Bologna e Bava, Gianluca Morino, Stefano Chiarlo, Mariuccia Borio, Marco Barroero, Giulia Alleva.

Ingresso 5 euro (comprensivo di degustazione)

Il trionfo dell’autoironia. È lo spettacolo che Giorgio Conte e Gianni Fantoni presenteranno stasera in anteprima nazionale al Diavolo Rosso in apertura delle celebrazioni del 15° compleanno del locale di piazza San Martino.
Giorgio Conte e Gianni Fantoni si sono conosciuti al “Club dei pigri” e si sono subito piaciuti. Hanno quindi deciso di ”lavorare” (ok, lavorare è una parola grossa!), diciamo di “applicarsi” (va beh, anche applicarsi denoterebbe un certo sforzo di concentrazione dal quale i nostri due, solitamente, rifuggono), insomma, hanno “ideato” un loro spettacolo tutto improntato a quel piacevole modo di essere tipico dei pigri. Il massimo dello sforzo lo si può intravedere nell’originalissimo titolo dato allo spettacolo: “Conte Fantoni”. Che, sotto la luce di questa loro indole “pacifica”, porta alla ribalta un insieme di aneddoti, gag e musica dal vivo.
A dispetto della pigrizia, i due protagonisti si lanciano in una carrellata di aneddoti e gag mettendo in primo piano la propria propensione all’arte del «dolce far niente». Giorgio Conte alterna ai racconti una scelta delle sue canzoni da quelle più recenti a quelle dei primi album. «L’anteprima nazionale – assicurano gli artisti – è aperta anche ai non pigri».
Regia e luci sono di Massimo Navone. Sul palco ci saranno anche il fisarmonicista e tastierista Bati Bertolio e il batterista canellese Alberto Parone (che con la voce realizza anche la parte del basso), la formazione stabile di Giorgio Conte.

Ingresso € 10

Gian Luigi Carlone l’incredibile front-man della Banda Osiris presenta “Audiovisione” uno spettacolo concerto in solitaria di musica visuale in cui il dirompente polistrumentista canta e suona accompagnato in video da musicisti e immagini che ha incrociato durante 35 anni di musica e teatro. Da Stefano Bollani al Quartetto Euphoria passando per le immagini di Matteo Garrone (per cui ha composto le colonne sonore di 5 film) fino al doppiaggio di celebri duetti mozartiani.
http://gianluigicarlone.yolasite.com/

Una grande serata Indi(e)avolato con 2 protagonisti del cantautorato Indipendente Italiano sul palco del Diavolo Rosso.

Stefano Edda Rampoldi, voce dei Ritmo Tribale negli anni ’80 e ’90, tornato sulle scene come solista nel 2009 con il folgorante debutto “Semper Biot”. Accasato alla Niegazowana da allora, non si è più fermato: dopo l’EP “Edda In Orbita” del 2010 ed il secondo full-length “Odio i Vivi” del 2012 esce ora il terzo sorprendente capitolo… “Stavolta come mi ammazzerai?”, un disco che ha spaccato in due la critica nazionale e ha unito i suoi fans, sempre più numerosi. Un disco per noi semplicemente eccezionale.

Opening della serata d’eccezione! Saremo onorati di ospitare sul palco del Diavolo Alessandro Grazian, che presenterà il suo nuovo disco “L’età più forte”, ennesima conferma del suo indiscusso talento.

EDDA

“Stavolta Come Mi Ammazzerai?”. “Ti ammazzerò con questo disco”, potrebbe rispondere Edda.

Nella foto anni Sessanta di copertina la mamma, la “vera” Edda è attorniata dai suoi bimbi: indicato dalla freccia, Stefano (il nome d’arte è preso proprio dalla madre), e poi il gemello Luca e la sorellina Claudia; il papà Adriano è dall’altra parte della macchina fotografica. Un ritratto di famiglia. Delineato come un colpo di mannaia in “Coniglio Rosa”: «Ho già ucciso mio fratello, di me è molto più bello. Per finire devo dire ho anche una sorella. Claudia è morta poverina, oh no, oh pora stela! Che famiglia di dannati, i Rampoldi io li ho amati, matti».

Dice Edda: «Penso che se una persona veramente ama, allora non fa figli, non condanna altri alla stessa pena se solo ha un minimo di decenza. Mi viene quasi da dire meglio chi ti dà la morte, di sicuro è più misericordioso di chi ti mette al mondo».

Ma non ci si faccia trarre in inganno: l’odio non è il leitmotiv. Semmai è lo sfogo e la rabbia esistenziale di un ipersensibile che non ha mai smesso di cercare una giusta collocazione al mondo. C’è, invece, amore in tutte le sue forme, da quello carnale di “Ragazza Porno” a quello tragicamente romantico di “Tu e Le Rose” («Ho il dolore di non aver saputo amare te/ Nessuno però potrà portarmi via l’amore di averlo fatto davvero con te») a quello non corrisposto di “Saibene” («Mi ucciderai e poi mi lascerai»).

“Stellina” è un’autentica hit che «ti dà la scossa e ti esce dalle ossa», parafrasando il testo (piuttosto crudo).

Edda usa il linguaggio delle viscere, senza schivare le parolacce, eppure non risulta mai volgare o fuori luogo. Questo succede perché ha l’animo assai più candido di chi parla pulito ma è sporco. “La verità è un’empietà”.

Nei testi ci sono tante realtà scomode da cui spesso si distoglie ipocritamente lo sguardo: incesto, pedofilia, eroina, pornografia, violenza, anoressia, malattia (“HIV”). “La gioia non è possibile e allora fammi soffrire”. Ci vuole coraggio nell’affrontare la vita e le sue brutture senza lasciarsi demolire. E questo disco di coraggio ne ha tanto. Perché Rampoldi è un eroe. Anzi un «eroino della mamma». Ed ogni suo disco è un esorcismo. Terapeutico per l’autore e per chi lo ascolta. È l’urlo di chi ancora si avvale del diritto di vivere fuori dai margini, per scelta e non per esclusione imposta o snobismo. Con attitudine punk, nel senso più nobile del termine.

La voce ed i testi, in primo piano. Qualcosa di immenso: costruirci un abito sonoro attorno non è mai semplice. Ci vuole pazzia, cuore ed istinto per entrare nel mondo di Edda.