DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

La cantautrice Liliana Fantini presenta in concerto il suo repertorio tratto dal suo ultimo album “Libellula” (Studiottanta-Fortuna Records) e dal precedente “Correvoce”. Le sue  canzoni, di cui compone testi e melodie,  con accenti jazzistici e pop, giri di blues, ritmi di salsa e passi di tango raccontano piccole storie dolci-amare in cui le emozioni si sfiorano in un’alternanza di luci e ombre, sofferenza e gioia, oscurità ed estasi.

La accompagnano Emanuele Francesconi al pianoforte e Gianmaria Ferrario al contrabbasso.

 

 

 

Concerto-Spettacolo dei ragazzi del Teatro della Crescita.
Martina Spertino, Giulia Aghemio, Giulia Virelli, Martina Murgia, Andrea Fasano, Elisa Musio, Rachele Cargnino, Camilla Rota, Stefano Albanese, Veronica Atzeni, Francesca Rossi, Francesca Olivero, Cecilia Castelletti e Riccardo Padovan.
Costumi: Giulia Saluzzi
Regia: Paola Tomalino
In collaborazione con Associazione CRAFT.
INGRESSO: 5€

Kenneth “Ken” Scharf è un newyorkese residente a Callianetto dal 2003.
Come professione fa il trombettista, e sia per il suo talento che per la sua professionalità è uno dei migliori trombettisti jazz a livello internazionale, pur essendo in Italia poco conosciuto.
Nel suo curriculum può vantare di essere stato per ben 12 anni nella orchestra di Ray Charles, con cui ha eseguito oltre 600 concerti un po’ in tutto il mondo.
Lavora principalmente a New York, e fa quindi la spola fra Castell’Alfero e gli Stati Uniti.
Al Diavolo Rosso si esibirà accompagnato da Michele Delemont (batteria), Giorgio Rasero (pianoforte), Gianni Alessandria (chitarra), Pino Castagnaro (contrabbasso), Giulia Rossi (voce).

 

La compagnia Teatro di Dioniso, con la regia di Valter Malosti, lunedì 18 maggio alle ore 21 porta in scena al Diavolo Rosso lo spettacolo teatrale “Thérèse e Isabelle” tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice francese Violette Leduc.
E’ la storia di Thérèse e Isabelle due adolescenti che si innamorano in collegio e scoprono la loro identità sessuale.  “Non ho l’intenzione di scandalizzare, – scrisse la Leduc – ma solo di descrivere con precisione quello che una donna prova in quei momenti. Spero che questo non sembrerà più scandaloso delle riflessioni di Molly Bloom alla fine di Ulisse.”
Nel maggio del 1954 Simone de Beauvoir presentò a Gallimard, dove aveva un grande potere, il manoscritto di un’ opera intitolata Ravages, cioè Devastazioni. Era il primo vero romanzo di una scrittrice né giovane né inserita nell’establishment letterario, la quarantasettenne Violette Leduc, amata da Cocteau e Genet, la quale aveva già dato alle stampe due romanzi brevi con un successo più di stima che di pubblico. Come i due precedenti e tutti quelli che seguiranno, anche questo libro incendia la propria materia autobiografica. In particolare all’ inizio del romanzo si trovava un lungo capitolo, poi censurato, sulla reciproca iniziazione sessuale di due ragazzine in un collegio femminile, una passione erotica deflagrante che dura lo spazio di pochi giorni, esaltati e crudeli: una storia cruda e senza reticenze come quelle di Genet. La storia di piacere tutto al femminile della Leduc fu giudicata, diremmo oggi, sessualmente scorretta e suscitò lo sgomento dei suoi editori. Smembrata, riscritta, soprattutto castigata, la passione delle due collegiali avrebbe avuto una storia letteraria tormentata e mutila per quasi cinquant’anni, fino a quando cioè, nel Duemila, Gallimard è tornato sui suoi antichi passi tirando fuori la versione integrale di Thérèse et Isabelle: Thèrése non è nient’altro che il primo nome di battesimo di Violette Leduc, e l’autrice con grande tenerezza poetica e uno stile visionario e febbrile traduce in parole, come un funambolo, l’erotismo.
In scena:  Roberta Lanave ed Elena Serra
Regia: Valter Malosti

Franz Hellmuller (chitarra), Stefano Risso (contrabbasso) e Marco Zanoli (batteria) sono tre grandi solisti che si uniscono nel trio HRZ, ensemble in cui l’unica grande privilegiata è la musica, da cercare in unisono, senza che nessun elemento si abbandoni a virtuosismi e tecnicismi personali, musica che tiene conto del percorso artistico di ciascun componente.

Hermuller,Risso e Zanoli si uniscono in un Trio,che diventa “magico” grazie alla sensibilità dei musicisti. Melodie nostalgiche che formando un tessuto,un intreccio di suoni sovrapposti, scomposte evaporano. L’energia, che si crea naturalmente,trasporta l’ascoltatore in un altro mondo ;dal quale non vorrebbe più tornare.Ascoltare ed osservare questi tre artisti è un’esperienza inebriante: riescono magicamente a costruire paesaggi musicali, raggiungendo insospettate vette ed esplorando profondità oscure ed abissali. La loro musica ,caratterizzata dallo spirito di gruppo e dal suono collettivo, è autentica,intima,a volte orchestrale,a volte rock n’ roll. Un trio senza gerarchie,un suonare istintivo,lasciando libero corso alla creatività. La magia e l’energia del momento crea così un tutt’uno fra musicisti ed ascoltatori. Questi straordinari musicisti sanno mettere da parte la loro bravura tecnica ed il virtuosismo ,in favore del flusso espresso dalla poesia che la musica racconta : GO WITH THE FLOW. La musica puo’ essere magica.

Le maggiori riviste specializzate della stampa svizzera, tedesca e italiana hanno descritto la loro musica come “un frammento di felicità”, sottolineando il brillante interscambio tra i tre musicisti. Hanno dedicato loro interviste ed approfondimenti, accostandoli ai più importanti trio di chitarra fra cui quelli di Jimi Hendrix, Pat Metheney, Bill Frisell e John Abercrombie.

Negli anni il gruppo si è esibito su importanti palchi in Germania, Svizzera, Francia, Austria, Italia, Montenegro e Russia.

Ha pubblicato per l’etichetta svizzera UNIT RECORDS nel 2012 il doppio CD “Waitin for you” e nel 2014 il CD “Norsten”.

http://www.hellmullerrissozanoli.com/

Ultimo atto della stagione di Indi(E)avolato al Diavolo Rosso. Due concerti, due band, due stili, due dischi che abbiamo ascoltato e di cui ci siamo perdutamente innamorati.

Una bellissima serata ad ingresso gratuito, per salutarci al Diavolo e rivederci con qualche novità nella bella stagione!!
LITO
I Litio nascono nel 2004 con una formazione differente rispetto a quella odierna: quattro preadolescenti mossi da
convinzioni punk-rock passano i pomeriggi nella sala prove dell’oratorio di Ceva (CN). Dopo vari cambi di line up e di intenti il gruppo diventa stabile nel 2009 con Michele Piovano alla batteria, Marco Barberis al basso, Francesco Torelli alla chitarra e Stefano Seghesio chitarra e voce. Inizia così un lungo percorso di concerti che fruttano molte conoscenze tra cui il cantautore torinese Stefano Amen, che si occuperà di mixare e masterizzare il primo disco dei Litio “(Flo)reale” (2011 – autoprodotto). Negli anni a seguire il gruppo continua a suonare aprendo concerti tra gli altri a: Perturbazione, Paletti, Chewingum, Nicolò Carnesi, Eildentroeilfuorieilbox84, Melt e Zen Circus. Partecipano inoltre a Collisioni (Barolo), Spaziale Fest (Spazio 211, Torino) e Nuvolari Libera Tribù (Cuneo). Il 2012 vede l’ingresso nel gruppo di Stefano Cepu Ferrero: tamburellista, suonatore di kazoo, fantasista e showman dei Litio. Come l’economia mondiale insegna anche i Litio nei 2013 accusano una crisi: sono molte le influenze musicali, molti gli approcci alle registrazioni di un nuovo disco, ma nessuna si finalizza in un risultato. Gli incontri importanti che fanno uscire il gruppo dall’impasse sono quelli con Libellula Press e Francesco Groppo (Wherever Recording Studio e Vollmer Industries). Nel marzo 2014 i Litio registrano quindi il loro secondo disco “Con La Semplicità”, in uscita a settembre 2014 per Vollmer/Audioglobe.

OLLA
Olla nasce da territori musicali diversi, in un percorso sonoro che spazia dall’alternative all’elettronica,
confrontandosi con la scrittura di brani sempre vicini alla forma canzone. Il progetto riunisce membri del
collettivo Harembee, attivo da diversi anni e con alle spalle produzioni recensite a livello nazionale e non, e
Fabio Padovan, voce e frontman dei progetti Curly like Maria e Chronobeach. Il risultato è un insieme di brani
che attraversano paesaggi sonori, inquieti e sognanti allo stesso tempo.
Gli Olla sono Fabio Padovan (voce e chitarre acustiche), Alberto Garbero (chitarre, programmazioni, testi), Luigi
De Palma (basso, programmazioni, sintetizzatori), Massimiliano Esposito (sintetizzatori, programmazioni, piano),
Pietro Merlo (batteria).
“A Serious Talk” è il titolo del loro primo LP, in uscita il 10 febbraio 2015 per Libellula/Audioglobe: un lungo
inverno trascorso a rimescolare suoni e parole, un urlo. 

Insolita versione acustica della trip-rock band riconosciuta da anni come la migliore nei circuiti cosiddetti indipendenti della musica italiana. La nuova produzione suggella la vena pop rock della band che viaggia su binari paralleli che a volte si incrociano e richiama molteplici visioni oniriche sempre nel segno della melodia delle voci e del sound power delle ritmiche.

Il nuovo progetto e il nuovo album si ispira al libro “LA CHIESA SENZA TETTO – Trentacinque sogni a Lisbona” di Gabriele Finotti fondatore e chitarra dei Misfatto. L’incontro con Melody Castellari nel 2008, che ha generato già due album Caosduemila (2008) e Undici Eroimorti (2011), suggella in questo nuova produzione la vena pop rock della band che viaggia su binari paralleli che a volte si incrociano. Il nuovo album “HELEONOR ROSENCRUTZ” richiama molteplici visioni oniriche sempre nel segno della melodia delle voci e del sound power delle ritmiche.

Dei fondatori originari rimane Gabriele Finotti, chitarra, con Pierpaolo Baioni, organo e piano, entrato nel band nel 1996. Nel 2008 l’ importante incontro con Melody Castellari, voce femminile dei Misfatto. Nello stesso anno l’esordio alla batteria del giovanissimo Andrea Farinelli. Nel 2011 Gli ingressi di Alberto Zucconi alla voce maschile e Simone Cavallaro al basso costituiscono i Misfatto 2013 – 2014.

http://www.misfatto.it/


Hanna Fridriksdottir canta l´amore, insieme al suo ensemble.
Il Titolo del concerto, LOVINGLY, fa ben intendere lo spirito caratterizzante del programma, cioè AMOROSAMENTE, dove Hanna propone un programma che abbraccia una raffinata selezione di brani appartenenti soprattutto alla tradizione del musical e degli standard americani, ma le sue “patrie” l’Italia e l’Islanda sono pure presenti sul repertorio della serata insieme a note calde brasiliane.
Stuzzichini creati e vini scelti appositamente per la serata, accompagnano la musica trasformando il concerto in una festa dei sensi…. in tema con la primavera.
Musiche di:
Harold Arlen, Luiz Bonfà, Gaetano Emanuel Calì, George Gershwin, Sammy Kahn, Jerome Kern, Robert Mellin, Pixinguinha, Piero Piccione, Cole Porter, Richard Rodgers, Arthur Schwarz, Magnús Þór Sigmundsson
Ensemble:
Giuseppe Emmanuele – Pianoforte
Chitarra acustica – Maurizio Aliffi e Marco Giussani – Chitarra acustica
Attilio Zanchi – Contrabbasso
Marco Castiglioni – Batteria
Fatlinda Thaci – Violino
Engjellushe Bace – Violino
Luca Maggioni – Viola
Claudio Giacomazzi – Violoncello
Ingresso: 20 euro (concerto + cenetta)
per informazioni e prenotazioni: 347 8744586 e diavolo.rossoasti@libero.it

Appuntamento primaverile con il progetto del polistrumentista Federico De Martino che fonde diverse culture partendo dagli standard jazz fino alla moderna fusion, lasciando tanto spazio all’immaginazione dell’ascoltatore… sicuri di sapere cosa aspettarvi?

Guitar-Voice: Federico De Martino
Bass&Voice: Roberto De Martino
Drums&Percussions: Samuele Buraghi

Fino a domenica 10 maggio al Diavolo Rosso sono esposte le opere Fabio Ballario: conquistato dall’arte una ventina di anni fa, oggi a 45 anni dipinge e lavora nel campo della grafica come illustratore, fotografa e ricorda con piacere la sua esperienza di insegnante. Ama la musica, che non solo fa da sottofondo quando dipinge, ma per lui è fonte di ispirazione e dà ritmo nel maneggiare il pennello.
Il titolo dell’esposizione è «Pulizie di primavera» e deriva da una delle opere esposte, dove è ritratta, in bianco e nero, una ragazza che stura il water mentre fuma una sigaretta. A suggerirgli i temi per la pittura è anche il cinema. Lo si capisce da «Io, tu e i topi», «Paperelle assassine», «Ha visto troppo», opere in cui si rivelano citazioni da Daniel Mann («Willard e i topi»), Hitchcok («Gli uccelli») e Luis Buñuel («Un chien Andalou», con la raccapricciante scena dell’occhio tagliato da un rasoio). Sulla drammaticità delle situazioni proposte dalla fiction, Ballario ironizza, perché alla fine dal suo carattere viene fuori ottimismo: «Sto bene in mezzo alla gente, con i quadri esprimo le mie idee e la pittura è un mezzo per condividerle». Questo perché l’artista è anche un uomo che si interessa dei fatti del mondo e li commenta in opere come «Vecchia Europa», in cui rappresenta un anziano che tiene sulla spalla una ragazzina asiatica, a indicare il tramonto del vecchio continente e la crescita della Cina.
La pittura di Ballario (che si cimenta con il Michelangelo della Cappella Sistina in «Il gioco della vita») è figurativa, con un uso del colore forte e intenso, dove i contrasti sono rimarcati da un sapiente uso del chiaroscuro (non a caso il suo pittore preferito è Velasquez). In mostra anche il quadro realizzato in diretta durante la trasmissione televisiva di Piero Chiambretti «Marchette» dal titolo «Marchetta volante», in cui alla maniera di Tamara de Lempicka, l’artista astigiano ha ritratto un’attrice e performer croata, ambientandola negli Anni ’30, con il copricapo in pelle e occhialoni da aviatrice.
La mostra è aperta in orario di spettacolo (20-23), ingresso gratuito.