DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

La “gloriosa” Band Bunker Club nasce nel Monferrato astigiano a fine 2010. Nel mese di Febbraio 2011 appare sul mensile XL Repubblica e il video amatoriale del brano “Lavoro”, girato a Berlino con mezzi di fortuna, viene pubblicato dal sito di XL Repubblica. L’evento viene interpretato dal Bunker come inequivocabile segno di benevolenza del dio dei cefalopodi e dei colombi selvatici. Ad aprile 2011, quasi per scherzo, si esibiscono per la prima volta a Torino insieme a Umberto Negri, storico bassista dei CCCP Fedeli Alla Linea. E’ così che le date del successivo “Live In Punkow” tour di Negri vedranno Francesco Casabianca e Irene Icardi (membri del Bunker) nei panni di chitarrista e di danzatrice. L’accadimento viene interpretato dalla Band Bunker Club come inequivocabile segno di benevolenza del dio dei CCCP. Tra i live del Bunker di questi primi anni, sono da segnalare quello al Madame Claude di Berlino a fine 2011 e l’apertura alla tappa astigiana del “Niente Di Serio Tour” dei Diaframma nel 2012.
Musica Per Cefalopodi E Colombi Selvatici è il lavoro d’esordio della “gloriosa” Band Bunker Club, prodotto da Francesco Casabianca e O.F.F. Torino (studio che nel corso degli anni ha lavorato – tra gli altri – per Marlene Kuntz, Perturbazione, Larsen, Paolo Spaccamonti, Julia Kent). Undici brani dalle sonorità post punk e dalle liriche marcatamente surreali ed esistenziali.

In occasione del concerto saranno esposti i lavori di Francesca Iannaccone e Chiara Cinque, autrice delle illustrazioni del disco della Band Bunker Club

Francesco Casabianca – voce, chitarre
Elisabetta Morando – basso
Lesley Green – batteria
Serena Nucara – synth, voce
Irene Icardi – danze

http://bandbunkerclub.com/

Il mondo di Geddo nasce negli anni 70 ad Albenga in provincia di Savona. Dopo aver vissuto tra Milano e Genova per motivi inerenti l’impiego del padre si trasferisce nella città natia dove i genitori cominciano ad occuparsi dello storico negozio di famiglia di stoffe, tappeti e oggettistica per la casa. Così tra mille strane forme e una girandola di colori la chitarra diventa ben presto l’inseparabile compagna dei suoi sfoghi adolescenziali: prolungamento emotivo e sintesi essenziale.
Tornato a Genova, scopre il centro storico, i club, il mondo universitario, i centri sociali e tutto il fermento della città estremamente legato ai classici cantautori della storia genovese, trovando anche il tempo di laurearsi in Giurisprudenza. Saltuariamente torna in riviera dove fonda i Fine Cats, travolgente band di rock blues. Nel frattempo a Genova porta avanti nei club nascosti del centro storico un repertorio personale più intimo e disperato, ma saldamente ironico.
La sua è comunque una carriera nata tardi e coltivata male e quando torna a vivere in riviera, finita l’esperienza universitaria, si trova a cominciare da zero in una situazione molto diversa senza punti di riferimento musicali. Riponendo le basi dei propri progetti si attiva per dare alla riviera una dignità musicale contribuendo a creare un mondo collaborando alla direzione artistica di molti locali tra cui soprattutto il mitico Ferrocarril di Imperia che prima di essere ucciso dalle solite cieche istituzioni locali grazie a Geddo farà da base per Max Manfredi, Zibba, Faso, Meyer, Menconi, Folco Orselli e ospiti anche internazionali. Geddo resta convinto che la musica sia un mondo e che vada portata avanti nei suoi aspetti veri nel suo complesso e quindi da sempre si adopera in prima persona per la promozione del talento e dell’arte con passione e impegno pari a quella utilizzati per i propri percorsi personali.
Ad oggi Geddo è anche membro attivo di un’associazione culturale che organizza, tra le altre cose, un importante festival di musica e teatro che si chiama “Su la testa”. Il 2010 lo vede finalmente incidere il primo album di canzoni dal titolo “Fuori dal comune” che raccoglie entusiastiche recensioni da tutta la stampa specializzata, che lo giudica una delle più fresche novità del panorama cantautorale ligure ed italiano. La canzone “Genova” ottiene una menzione speciale al premio Donida 2010 ed il singolo “Ti voglio” resta nella classifica di gradimento delle radio Indie per oltre 100 giorni.
A Gennaio 2013 è uscito il nuovo album “Non sono mai stato qui”. Una seconda prova matura ed eterogenea. Il primo singolo “Angela e il cinema” replica il successo radiofonico di “Ti voglio” con uno stabile livello di apprezzamento nella classifica indie e recensioni molto positive.

Cantante autrice e compositrice, Monica P ha imparato a scrivere e suonare in modo diverso, imprevedibile e slegato dalle convenzioni. Una maturazione avvenuta attraverso un lungo percorso fatto di viaggi in Inghilterra e nella West Coast degli Stati Uniti, insieme a una viscerale e continua ricerca del suono nella sua essenza più semplice e contemporanea.
Indipendente e diretta, sempre alla ricerca del nuovo, prova a tradurre quel suo “noise” interiore – pulsante, quasi ossessivo – che l’abbandona mai. Il suo essere se stessa e le sue emozioni si traducono nei suoi testi e nella sua musica, dove esprime anche il bisogno di slegarsi dalla logica della musica preconfezionata e da inutili estetismi vocali, allontanandosi dai clichet di certa musica italiana.
Dopo diverse esperienze e collaborazioni, nel 2010 pubblica il suo primo album “A volte capita” per Dcave Records/CNI. Il lavoro viene accolto con deciso interesse dalla critica, attraverso un numero notevole di recensioni e interviste radiofoniche.
Nel 2011 il suo brano “Libera” viene inserito nella compilation tutta al femminile “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno vince il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival. Nel 2012 lo stesso MEI sceglie ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia, e la sua versione del brano “Carry me” compare nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.
Durante questi anni, Monica ha un’intensa attività live. Con la sua band suona in numerosi club e piazze in tutta Italia.
Nel 2013 torna in studio per realizzare il suo nuovo album, dal titolo “Tutto Brucia”, prodotto da Antonio Gramentieri e Franco Naddei, che esce il 29 gennaio 2014 (TF records/IRD). In questo disco la collaborazione di musicisti di primo piano a livello internazionale (Sacri Cuori, JD Foster, Giovanni Ferrario, Vicki Brown…) e un duetto con l’australiano Hugo Race (Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta canta in Italiano nel brano “Come un cane”.

http://www.monicap.it/Default.aspx

Gli Aperitivi della Domenica

aprile 10th, 2014

Il Diavolo Rosso, a partire dal 12 gennaio, ogni domenica dalle ore 20 propone un Aperitivo con tante sfiziose leccornie, vini e cocktails.
Per la modica cifra di € 7 sarà possibile rifocillarsi con le specialità della casa, ascoltare ottima musica e godere delle opere relative alle numerose mostre periodicamente organizzate dal Diavolo Rosso.
L’ideale per passare una piacevole serata fra amici, nello splendido scenario della chiesa sconsacrata di piazza San Martino, un ambiente informale ed ospitale.

Taty, è tra le madri attiviste che non si arrendono e lottano per avere giustizia contro la giunta militare argentina che ha dissolto nel nulla trentamila persone. Alejandro Martìn Almeida, suo figlio, è un desaperacido dalla sera del 17 giugno 1975. Era uno studente di medicina, impegnato nel settore giornalistico e impiegato dell Istituto Geografico Militare. Era un militante antifascista con la passione per la poesia ed aveva 20 anni. Lei stessa ha iniziato a conoscere meglio Alejandro all’ indomani della sua scomparsa, rimasta sola tra gli appunti del figlio.
Nel 1980 Taty Almeida si incorpora alle Madres de Plaza de Mayo. Successivamente, a seguito della divisione intercorsa nel gruppo, fa parte delle Madres de Plaza de Mayo – Línea Fundadora, diventandone uno degli elementi di maggior spicco. A seguito della tragedia personale della scomparsa del figlio Alejandro Martín, dedica tutte le sue energie per la lotta per il rispetto dei diritti umani. In particolare si batte per denunciare l’impunità di cui godono tuttora i responsabili delle atrocità commesse durante la dittatura, e per tener viva la memoria di un periodo tragico della storia argentina.
Memoria, verità e giustizia. Sono questi i tre pilastri sui quali le Madres di Plaza de Mayo hanno costruito il loro impegno: da 37 anni, ogni giovedì marciano per ricordare i propri figli “desaparecidos” .
Per non arrendersi, e continuare a celebrarne la memoria ha pubblicato le 24 poesie di Alejandro, trovate scritte tra le pagine della sua rubrica: “Alejandro per sempre…amore” è il titolo italiano, pubblicato dall’ong Asal insieme all’editrice argentina Baobab.

Nasce nel gennaio 2010 da un’occasione fortuita: un concerto da tenere nonostante l’assenza improvvisa del pianista. I tre componenti si esibivano da tempo nella band No Hay Problema e facendo di necessità virtù il trio scopre il piacere di trovare gli incastri musicali possibili per un organico strumentale basato sulla tessitura ritmica (basso e percussioni) e sulla linea melodica (voce), con il solo sostegno armonico della linea di basso.
L’esperimento ha dato vita ad un repertorio coveristico di ottima riuscita e molto gradito al pubblico, sempre più numeroso.
La scelta dei brani è orientata prevalentemente al genere latino/caraibico e alla canzone d’autore italiana e francese.
Il trio nel suo primo anno di vita, grazie ai consensi ottenuti è stato coinvolto in numerose iniziative culturali e svolge un’intensa attività concertistica presso i migliori locali/associazioni culturali di Palermo
Nel 2012 ha iniziato a lavorare sul progetto del disco e si è esibita condividendo il palco con artisti come Mario Venuti e Franco Battiato.
A marzo 2013 esce il primo album intitolato “No Hay Problema”, coprodotto da Pathos s.a.s. e NHP, registrato tra Palermo e Belpasso a dicembre 2012.
Il trio è composto da Irene Ientile, cantante, Marco Faldetta, bassista e Lucia Lauro percussionista.
http://www.nohayproblema.it/

Band giovanissima, da poco vincitrice del premio speciale festival di “sotto il cielo di fred” (premio buscaglione). Premio ottenuto proprio grazie alle divertentissime esibizioni live.

Eugenio Cesaro nasce piangendo nel 1991 e rinasce cantautore nel 2011, suona per strada e per strada trova l’ispirazione per gran parte dei propri testi. Continua a suonare per la gente, ma Il fato benevolo lo conduce inaspettatamente nel settembre 2012 verso tre ottimi e pazienti musicisti.Emanuele Via nasce nel più recente 1992 con una grande predisposizione alla musica, si trasferisce a torino per gli studi universitari portando con se il pianoforte e la fisarmonica. Paolo Di Gioia nasce tenendo il tempo nel 1991, siamo nel 2013 e non ha ancora smesso di tenerlo. Lorenzo Federici nasce nel 1987 e vive a Terni la propria pubertà imparando a suonare buona musica, si trasferisce ormai adulto a Torino per prendere in mano il basso acustico e integrarsi perfettamente nel motore della band.
Insieme i quattro diventano musicisti, attori e interpreti armonizzando piacevolmente un suono altrimenti incompleto.

“Gli Eugenio in Via di Gioia hanno fatto del cantautorato un’esperienza di gruppo liberandola dalla figura del riottoso solitario perso nelle sue elucubrazioni. Gli Eugenio hanno scelto un cantautorato che si sposa con il folk italiano e il nu-folk inglese, e reinterpretano la tradizione rivestendola di un realismo (auto)ironico che legge con amara allegria i nostri tempi.”

Opening act: la all girls band astigiana per eccellenza, ovvero la Sindrome di Cassandra.

 

Ondesferiche compie dieci anni: l’associazione astigiana che si occupa di musica, eventi e comunicazione festeggia con un concerto che si terrà al Diavolo Rosso di Asti giovedì 10 aprile alle 21.30 , ospitando alcuni degli artisti che hanno incrociato il proprio percorso con quello del “piccolo atelier di arti soniche”.

A partire dalle 21.30 Alexander Macinante, Elisa Casile, Dado Bargioni, Simone Poncino, Federico De Martino e altri musicisti si alterneranno sul palco per una serata ricca di sorprese speciali, con l’attrice Chiara Buratti a guidare il pubblico in un viaggio tra musica e parole.

www.ondesferiche.it

Torna ad Asti una band che lasciò decisamente il segno al primo passaggio, una band che dal vivo cattura, rapisce, colpisce.
La chiamano così, guerra. I Verbal tornano nel fango del campo di battaglia con un Ep in digitale, succoso preludio all’uscita del long playing prevista nei prossimi mesi. “Called war” è lo stadio intermedio di una mutazione che ha avuto la sua genesi con l’album omonimo (registrato in presa diretta, uscito nel 2011) e che porterà la band a diventare una pericolosa macchina sonora.
Gli ultimi due anni in giro per l’Italia, con oltre 100 date, hanno indurito la scorza dei cinque musicisti pronti a tornare sul palco forti della potenza live che li ha sempre contraddistinti. Una decina le date in programma in poco più di un mese a partire da metà marzo.
Da quel palco i Verbal hanno mosso i primi passi e hanno presentato il primo disco.L’architettura dei cinque brani si inserisce nel solco di veemenza caleidoscopica di cui la band è tra i principali interpreti.
Rigore matematico e non solo. Panorami acidi e immediati, urla radiofoniche per oltrepassare la cortina di ferro, fitte trame ritmiche che si ripetono inesorabili. Fino al paradosso finale, la tregua di una guerra mai combattuta. Che spaventa, che inganna, che intrappola.
Il nucleo Verbal comincia a muovere i suoi primi passi a fine 2009, ed è composto da Marco Torriani (tastiere, voci sature, campionatore, tubi, giocattoli e sonagli), Isaia Invernizzi (chitarra, omnichord), Sebastiano Ruggeri (batteria) e Gregorio Conti (basso). Il gruppo trova il proprio assetto definitivo nel giugno 2013 con l’ingresso di Alessandro Adelio Rossi (chitarra, Moog) dopo il proficuo cammino percorso con il chitarrista Marco Parimbelli.
Tornano a marzo 2014 con l’ep “Called war” che segue l’omonimo album d’esordio, pubblicato ad aprile 2012 e che li ha portati ad esibirsi su oltre cento palchi in tutta Italia.
La musica dei Verbal è rigore matematico e non solo. Panorami acidi e immediati, urla radiofoniche oltre la cortina di ferro, fitte trame ritmiche che si ripetono inesorabili. Tenta di ricomporre il mondo fin dove è possibile. Ne immagina un’utopia dove tutto conviva in un’alternanza di implosioni ed esplosioni. Non ha una faccia ma varie, non ha una lingua ma molte, non ha un genere ma tanti. Poliforme e poliglotta, inquieta e trans-genere. Anzi, trans-rock.
Contamina math-rock e funk, post-rock cinematico e rumorismi. Vive di poliritmie e sovrapposizioni. E’ un quadro di Escher, un intestino di gomma e metallo, il parcheggio di un centro commerciale. E’ il battito del tuo cuore in scompenso. Dentro la metropoli in cui ti sei perduto. Due chitarre, un basso, batteria e tastiere che formano un mosaico di influenze e rimandi vissuti con piglio vitaminico e squarci di evocazione palpitante. Un suono che va oltre la musica ed usa le lingue come cose, privando le parole del loro significato. Per raccontare l’ipertesa afasia moderna con l’urlo ritmico-elettrico di un animale sonoro di 350 kg (strumentazione esclusa).
www.verbalband.bandcamp.com

 

Eva Malacarne, propone a Andrea Lupi il progetto di un’opera discografica basata sulle liriche da lei scritte e da musicare ed arrangiare in una visione d’insieme. I due inizieranno a lavorare insieme nell’autunno stesso. Da questo incrocio artistico e umano di sensibilità ed esperienze nascono canzoni le cui musicalità spaziano in stili diversi come il folk, il rock, il cantautorato, il flamenco, il latin jazz e il reggae