DiavoloRosso

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In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Una imperdibile serata di musica live con grandi ospiti per chiudere in bellezza il successo della Rassegna Cinematografica Mondovisioni, i documentari di Internazionale, promossa da Find The Cure e i fratelli ungulati di Balla Coi Cinghiali.
Una serata all’insegna della grande musica e della consapevolezza.

Due i gruppi della serata: in apertura gli HANDFUL OF BLUES, nota band astigiana attiva dal 2001 con un repertorio che spazia dal blues al rock/funk.
Durante il loro percorso musicale hanno partecipato tra gli altri a Moncalvo Blues, La Sagra del Blues, Buskers Festival e a diversi motoraduni regionali.
https://www.facebook.com/handfulblues/about/

A seguire un trio strepitoso, già ospiti alla festa di apertura della rassegna lo scorso anno: gli YLAMAR .
Il trio prende il nome dalla collaborazione fra la songwriter Ilaria Lorefice ( voce e chitarra acustica) , il cantante beatboxer Marco Forgione e il tastierista Fabio Donatelli.
I loro arrangiamenti uniscono il songwriting inglese e italiano al beatbox (percussioni vocali), interpretato da due voci che lavorano in perfetta armonia, il tutto unito dalle atmosfere avvolgenti ed evocative delle tastiere e del pianoforte.
http://www.ylamar.com/it/

Durante la serata breve resoconto della Rassegna Mondovisioni dopodichè verrà presentata una mostra che resterà per alcune settimane al Diavolo Rosso, promossa da Beyond the Garden che è un ramo dell’associazione Jali (fondata dai curatori e storici dell’arte Davide Gambaretto e Nadia Lorefice), volto a promuovere l’arte outsider – detta anche arte irregolare.
“Outsider” è, infatti, un termine ombrello che nelle ultime decadi è arrivato a comprendere svariati stili e movimenti artistici. Con questa dicitura si designa la grande, variegata e complessa famiglia degli artisti emarginati, visionari, spesso con problemi psichici, a volte carcerati o disabili, e sempre – o almeno nella maggior parte dei casi sprovvisti di una formazione artistica accademica.
https://www.facebook.com/beyondthegardenoutsiderart/

Ci saranno amici provenienti da paesi molto lontani e che noi amiamo molto e la possibilità per le famiglie cha hanno aderito al progetto di SOSTEGNO A DISTANZA di incontrare i volontari di Find the Cure per poter chiedere loro aggiornamenti, informazioni e curiosità!

Ingresso UP TO YOU
Tutti i fondi raccolti durante la serata andranno a sostegno dei progetti riportati nella carta dei propositi 2017, una sorta di documento nel quale sono ripotati i progetti che Find the Cure si impegna a portare a terminare entro fine dell’anno.
http://www.findthecure.it/carta-dei-propositi-2017/
www.findthecure.it
https://www.facebook.com/findthecure/

Arriva ad Asti il tour de I Dinosauri gruppo composto da Cisco, Rubbiani e Cottica insieme al maestro Massimo Giuntini.

Uno spettacolo fatto da “antichi cavalli di battaglia” dell’era Jurassica dei Modena City Ramblers e nuovi brani tratti dal nuovo disco intitolato I Dinosauri.

I tre ex componenti dei Modena City Ramblers tornano assieme per un progetto discografico per la prima volta dal 1999, anno di Fuori campo.

I dinosauri contiene dieci brani inediti, composti nei primi mesi del 2016: è un disco folk, scarno ed essenziale: voce, bodhran, chitarra acustica, fisarmonica, a cui si aggiungono la pipe e il bouzouki di Massimo Giuntini (anche lui ex MCR) e le percussioni di Arcangelo Kaba Cavazzuti, produttore artistico del lavoro.

È, fin dal titolo, una dichiarazione d’intenti: un CD antico, figlio di un’altra epoca, lontano dal suono delle radio o dei talent: racconta le storie di una generazione cresciuta in un Mesozoico in cui si telefonava con i gettoni, si girava senza navigatori satellitari e si parlava senza chattare.

Manifestazioni, politica, viaggi, amori, illusioni e delusioni, figli, barbe grigie: I dinosauri è un modo per ripercorrere il filo della memoria, tirare le somme di quello che è stato e di quello che avrebbe potuto essere. È un disco di crescita, individuale e collettiva.

Il progetto è stato finanziato con una fortunata campagna di crowdfunding, che ha raccolto oltre 18.000€ e più di 500 sostenitori attraverso il sito becrowdy.com.

Ingresso € 15

 

Una domenica dedicata alla legalità presentata dal Diavolo Rosso in collaborazione con Libera Asti e Coop che vedrà come ospiti Il Parto delle Nuvole Pesanti. Una giornata densa di contenuti che inizierà dal pomeriggio con la proiezione del docufilm “Terre di musica” di Salvatore De Siena e Massimo Falsetta, a cui farà seguito un breve dibattito.
Si proseguirà poi con un apericena “della legalità” in cui verrano consumati prodotti di Liberaterra e di Coop, il cui ricavato servità per dinanziare il progetto di riuso sociale del bene confiscato alle mafie “Cascina Graziella” dell’associazione Rinascita. La giornata si concluderà dopo cena con l’atteso concerto/reading de Il Parto Delle Nuvole Pesanti anch’esso dal titolo ” Terre di Musica. Viaggio tra i beni confiscati alla Mafia”

Programma della giornata
Ore 18.00 – Proiezione del docufilm “Terre di Musica”
Ore 19.30 – Apericena della legalità. Offerta minima 15 euro.
Ore 21.30 – Il Parto delle Nuvole Pesanti live in “Terre di Musica”

Ingresso gratuito

IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI – Biografia

Fondato nel ’90 da Salvatore De Siena, Il Parto delle Nuvole Pesanti ha finora realizzato 12 album, fondendo stili e linguaggi differenti, dall’etno-rock mediterraneo degli esordi, passando per la canzone d’autore fino alla world music abbracciata nell’ultimo disco “Che aria tira” del 2013.
La musica del Parto miscela la tradizione musicale italiana con alti contenuti poetici e influenze world music, dove melodie nuove nascono dall’incontro tra strumenti nuovi e antichi, concedendosi originali sperimentazioni. Energia, poesia, denuncia sociale, innovazione e tradizione, caratterizzano la proposta musicale. Il live è un crocevia di suoni e liriche, ironia e allegria, miscelati a momenti teatrali, circensi e mimici. I live, i viaggi, il pubblico, le feste nelle piazze, sono aria, nutrimento necessario per l’energia delle Nuvole Pesanti, che hanno fatto dei concerti dal vivo uno dei momenti più magici, irrefrenabili ed emozionanti della storia della band.
Il Parto ha suonato su palchi importanti come l’Auditorium – Parco della Musica e Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma, Rassegna della canzone d’autore – Premio Tenco, Sanremo Rock, Demo Festival–Radio Rai 1, Tarantella Festival Kaulonia, Festival Intertnational Sete Sois Sete Luas, Festival International World Stoccarda, Carpino Folk Festival) e girato per il mondo (New York (Usa), Fortaleza, Recife (Brasile), Bagdad (Iraq), Londra (Inghilterra), Berlino, Monaco, Colonia (Germania) Praga (Repubblica Ceca), Lisbona (Portogallo), Budapest (Ungheria), Siviglia, Barcellona (Spagna), Montpellier (Francia), Rovigno (Croazia), Tuzla (Bosnia), Zurigo, Ginevra, Lugano (Svizzera), Graz, Salisburgo (Austria).
Di recente il Parto ha riscosso uno straordinario successo con il brano “Onda Calabra”, colonna sonora di “Qualunquemente” , film di Antonio Albanese, ottenendo la partecipazione al Festival del Cinema di Berlino e la nomination come migliore canzone al David di Donatello. Inoltre il brano “Giorgio” ha avuto la nomination al Premio Amnesty International , mentre il brano “L’imperatore” è stato selezionato tra le mille canzoni della storia della canzone italiana, raccolte nell’opera “Antologia della Canzone Italiana 1861-2011” pubblicata da Mondadori.
La band si è cimentata anche in altre esperienze artistiche come il teatro, con le opere “Roccu u stortu” e “Slum”, e il cinema, con i film “Doichlanda” (premio Torino Film Festival) e “I colori dell’abbandono” (premio Festival Internazionale Cinema Paesaggio e Ambiente).
Di grande importanza sono anche i progetti culturali del Parto poiché testimoniano il forte impegno sociale e civile che sin dall’inizio ha caratterizzato il suo progetto artistico. Basti ricordare La valigia d’identità, un viaggio sull’emigrazione, e Terre di Musica, un viaggio tra i beni confiscati alla mafia realizzato in collaborazione con Libera e Arci.

“Pastis” è il nuovo disco degli Arturocontromano: un incontro tra cantautorato, jazz manouche, ballate romantiche e motivi spensierati che strizzano l’occhio alla Torino di Buscaglione e dei Mau Mau. A distanza di cinque anni dal precedente “Quello che ci resta”, la formazione torinese ritorna col suo terzo lavoro discografico che conferma un’attitudine danzereccia fatta di ritmi latini e testi d’autore.

Gli Arturocontromano nascono a Torino nel 1999 e iniziano la loro attività artistica nel 2000 suonando i primi brani inediti caratterizzati da una matrice “in levare”, principalmente ska e reggae.
Tre anni dopo pubblicano “La Voce di Arturo”, il primo LP autoprodotto che con i suoi 10 brani, è caratterizzato dalle variazioni funky e folk sul tema principale dello ska.
Nel 2007 esce il secondo lavoro autoprodotto “In armonico disaccordo” dove le sonorità si evolvono, ma la vena danzereccia e le incursioni in altri generi restano il tratto distintivo. Il terzo disco esce a dicembre 2011, si chiama “Quello che ci resta”, prodotto in collaborazione con “_reset”, contiene 12 tracce che si spostano verso sonorità pop-rock, con molteplici contaminazioni. Nel 2014 riprendono un vecchio esperimento: costruiscono un live basato sui loro brani riarrangiati in versione quasi-acustica, introducendo nuove sonorità (chitarre acustiche, contrabbasso, sax) che attingono al folk, al manouche, e allo swing. Questi concerti, ed il sound che li caratterizza, segnano la direzione per il nuovo disco “Pastis”, uscito a Marzo 2016.

Persian Pelican un progetto di musica folk manipolata geneticamente in cui Andrea Pulcini miscela songwriting americano, indigestioni di cinema iraniano e melodrammi di Douglas Sirk, racconti di carattere onirico e di piccole depravazioni quotidiane.
Il primo album “These cats wear skirts to expiate original sin”, esce nel settembre 2008 e raccoglie subito i favori della critica che lo definisce come ‘intimista e sorprendente, capace di trasportare l’ascoltatore in un trascinante spleen da cui difficile liberarsi’.
Nel 2010 si trasferisce per due anni a Barcellona dove nascono i brani del secondo disco “How to prevent a cold” (dicembre 2012). Al suo interno, dodici paesaggi sonori appena venati di elettricit , che abbracciano la forma canzone e la melodia pur frequentandone i sentieri meno battuti.
Tornato a Roma inizia un’intensa attivit live che lo porta a dividere il palco con Paolo Benvegnu, Rover, Iosonouncane, Father Murphy, Wrongonyou, A Classic Education, King of the Opera, C+C=Maxigross, The Burning Hell, Dawn Landes, Sylvie Lewis, Honeybird & the birdies e far parte del Liverpool Sound City Festival.
Ad aprile 2016 uscito il suo terzo album intitolato “Sleeping Beauty”, prodotto da Bomba Dischi, Trovarobato e Malintenti Dischi. Registrato in terra marchigiana da Daniele Gennaretti (Bud Spencer Blues Explosion, Western Noise Orchestra, Vadoinmessico), il disco vede la partecipazione di numerosi ospiti tra i quali spicca quella del raffinato folksinger americano Tom Brosseau.
Un album solare ed evocativo, composto da tredici canzoni che danzano nella realt per insegnare alla ragione il linguaggio dei sogni.

h.21.29
Ingresso: up to you!!!
prima e dopo il concerto -> thisKid dj set

Indi(e)avolato ha il grande onore di presentare al Diavolo Rosso due personaggi carismatici della musica Italiana. L’unione artistica tra Max Collini (Offlaga Discopax) e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò), ha dato vita a Spartiti, senza dubbio uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni. Per la prima volta, live ad Asti.

A meno di un anno di distanza dalla pubblicazione di “Austerità”, il loro primo album ufficiale uscito sempre su Woodworm Label nel marzo 2016, il duo Spartiti rilascia l’Ep “Servizio d’ordine”, che va a completare il percorso iniziato con il disco d’esordio.
Lo si evince anche dalla copertina, che cita sia Malevic sia Albers nel – vano – tentativo di trovare la quadratura del cerchio. Il sempre curatissimo artwork è ancora una volta opera di Tommaso Belletti (Secret Furry Hole).
Servizio d’ordine contiene quattro brani e una traccia bonus registrata dal vivo, per oltre mezz’ora di musica, a testimonianza del fatto che gli ultimi tre anni passati insieme a suonare in ogni dove (e pure all’estero in un paio di occasioni) hanno permesso a Spartiti di costruirsi un repertorio davvero consistente e in costante aggiornamento. Un repertorio in cui le narrazioni di Max Collini (voce degli Offlaga Disco Pax) spaziano attraverso periodi storici differenti e talvolta inesplorati, avvolte nelle composizioni di Jukka Reverberi (Giardini di Mirò, CrimeaX e molte altre cose), alle prese con un’arte del suono che sposa, quasi sempre separatamente, chitarre, elettronica e campionamenti di varia natura.
In Servizio d’ordine, registrato nel dicembre 2016 da Bruno Germano al Vacuum Studio di Bologna, trovano posto brani già presentati dal vivo nel tour di “Austerità”, come il singolo (e video) che dà il titolo all’opera e “Ida e Augusta”, assieme a inediti assoluti nati recentemente in sala di registrazione (Elena e i Nirvana) e a ritorni di fiamma mai incisi in studio (Borghesia). Come regalo finale, una versione dal vivo di “Qualcosa sulla vita” dei Massimo Volume, cover che il duo propone in chiusura dei concerti, molto amata dal loro pubblico. I contenuti sono molto decisi, benché non univoci, e un brano come Servizio d’ordine in apertura, scelto anche come singolo e video, testimonia l’evoluzione del suono, in questo caso radicalmente diverso da ogni altra proposta di Spartiti fino ad oggi.
Il testo è di Marco Philopat ed è immerso nel clima antagonista e politicamente agitato degli anni Settanta. Ne esce la canzone più breve della storia del duo, ma in meno di tre minuti si ripercorre il filo di un mondo che non esiste più. Il protagonista della storia, tratta dal libro “La banda Bellini”, è Andrea Bellini, il capo del servizio d’ordine del movimento milanese. Andrea Bellini è scomparso di recente e a lui il brano e il video sono dedicati. Dopo questo tuffo negli anni Settanta ci si ritrova nel 1944, poco a nord della Linea Gotica, dove l’invasione tedesca e la guerra di Liberazione vengono raccontate da un punto di vista sorprendente. È quello di Ida e Augusta, due donne tedesche emigrate, dopo il matrimonio con due italiani, da Berlino a Gombio, sull’Appennino Reggiano, nel bel mezzo dei rastrellamenti nazifascisti. Un racconto scritto da Arturo Bertoldi (già autore, assieme a Collini, del testo di “Sendero Luminoso”, brano pubblicato nell’album “Austerità”) che ripercorre fatti veramente accaduti e contrappuntato da chitarre che rimettono al loro posto l’umano, la storia, chi siamo e da dove veniamo.
Nella seconda parte dell’Ep il duo ci riporta in un tempo che per qualcuno non si è mai davvero concluso: la fine degli anni Ottanta. La vita vera inizia troppo presto e in mezzo a dischi imperfetti e amori oltre ogni misura ci si barcamena tra risorse limitate, ideologie (non più) alla moda e il grunge prossimo venturo. Elena e i Nirvana e Borghesia sono due facce della stessa medaglia: cominciano gli anni Novanta, il Partito Comunista Italiano entra nei libri di storia, esce il disco degli Stone Roses (e poco dopo Nevermind) e nulla sarà mai più come prima. Resta però ugualmente il bisogno di un qualche servizio d’ordine. Non importa che sia quello del Partito, del Sindacato o del Movimento antagonista. Quello che importa è che resti qualcosa a cui aggrapparsi per difenderci dal gelo della solitudine del pensiero unico. Il gelo a cui quel muro, ora assente, ci ha condannati quasi trent’anni fa.

Una serata a tema dedicata a due miti del cinema italiano: sul palco del Diavolo Rosso la Dune Buggy Band riproporrà i temi delle colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill facendoci rivivere gli indimenticabili film della celebre coppia.

I Black Age nascono il 15 agosto 2009 ma solo dall’estate 2010 si inizia a parlare di una vera e propria band. il primo inedito Perfect Girl Wanted è gia presentato a giugno del 2010 mentre il brano Black Age verrà proposto nel febbraio 2011. nella primavera dello stesso anno escono What you deserve e Revolution is what we need. Nel 2012 compongono Our Way Of Life che verrà inserito nel primo EP Knowledge Shower uscito nella stessa primavera. Nell’estate 2012 compongono Night Of Shooting Stars e la propongono al Festival Contro 2012, poco prima dell’addio di Riccardo e del benvenuto di Claudio, il nuovo chitarrista solista. Con il cambio di formazione ne segue la composizione di altri 2 brani, completamente diversi dai precedenti che apparterranno al secondo EP della band costigliolese: Hangover, in uscita nella primavera del 2014. Durante i lavori per l’EP il gruppo compone il primo brano in italiano che rappresenta la svolta a seguito di Hangover che, come dicono loro, rappresenta una raccolta “di transizione” tra ciò che erano e ciò che saranno.

The Swede, garage-rock band astigiana vincitrice del concorso di Asti Musica “AstiLive Band Music Contest” si esibirà dal vivo in concerto venerdì 3 febbraio 2017 al Diavolo Rosso di P.zza San Martino. Nell’occasione verrà presentato il videoclip del brano  “Araknophobia” tratto dal fortunatissimo album d’esordio “Rock’n'Roll is [UN]dead”.

Sabato 4 Febbraio saliremo sulla Delorean assieme a Doc e torneremo indietro di 30 anni nel 1987!
La serata inizierà presto,come negli anni 80, con l’aperitivo del Diavolo !Dj Osy e Dj Epicure vi allieteranno con le loro fedeli selezioni delle maggiori hit anni 80 che giravano nelle discoteche italiane . Vi vogliamo tutti vestiti a tema e in particolare vedremo sfidarsi i paninari e i punk come nel film cult Italian Fast Food…
Vi aspettiamo!