DiavoloRosso

Cultura – Spettacolo – Solidarietà / prenotazioni 339-5641302 – P.IVA 01229500051

In breve

DIAVOLO ROSSO di Asti è una associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura stando sul mercato e destinando gli utili a nuove attività e a progetti di solidarietà

Mettere insieme la tradizione del più famoso piatto piemontese con la novità di un incontro che diventa festa, un po’ happening, un po’ evento a sorpresa.
BCD (l’acronimo di Bagna Cauda Day, gioca tra il piemontese e l’inglese) è convocato via Internet e aperto a tutti i fans della Bagna Cauda nel mondo.
Bagna Cauda Day che si può pronunciare con ironia anche anche Bagna Cauda d’aj (ovvero d’aglio).
Programma

Venerdì 21 novembre dalle ore 20,30

Sabato 22 novembre dalle ore 20,30

Domenica 23 novembre dalle ore 12,30

I bagnacaudisti riceveranno in omaggio un quaderno edito da Astigiani con storia, citazioni, ricette e il “galateo”del mangiatore di bagna cauda. In omaggio anche il tovaglione d’autore, firmato da Paolo Fresu in tessuto, con logo del Bagna Cauda Day da usare e tenere a ricordo dell’evento.

Ogni commensale compresi nei 25 euro avrà anche: assaggi di salame cotto del Monferrato, grigliati e sottaceti Saclà, “lingue di suocera” del panificio Fongo, caffè. Per i bambini fino a 10 anni i genitori pagheranno 10 euro.
Il vino sarà servito dal produttore presente presso il locale al prezzo di 8 Euro a bottiglia.

Info e prenotazioni: 3395641302
http://www.bagnacaudaday.it/joomla/index.php/component/content/article?id=15

dom 16.11 – Cena Tibetana

novembre 15th, 2014

Menu’: piatti tipici e ingredienti Tibetani.
Ore 15,30 – Cerimonia del Mandala che si concluderà durante la cena.
Prezzo € 20
E’ necessaria la prenotazione al numero: 3931653142

Sul palco del diavolo Rosso Venerdì 14 Novembre salirà colui che è universalmente riconosciuto come uno dei giovani cantautori più talentuosi d’Italia, Nicolò Carnesi. Classe 1987, il nostro ha pubblicato quest’anno il suo secondo album “Ho una galassia nell’armadio” (Picicca Dischi), che lo ha consacarato a realtà di grandissimo interesse della musica indie italiana.
Prima di lui sul palco una vecchia conoscenza dei palchi Astigiani. I BandaFratelli suoneranno brani del loro nuovo album “l’amore è un frigo pieno”, prima tappa ad Asti del loro lungo tour.

NICOLO’ CARNESI
Nicolò Carnesi è uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò Carnesi ha esordito con un album dalle molte sfaccettature, proponendosi ora come cantautore nella tradizione nazionale, ora come funambolico creatore di brani di blues elettronico, ora come autore lirico e contemporaneo. Dopo la pubblicazione del singolo “Il Colpo” e l’ep “Ho poca fantasia”, Carnesi pubblica il suo primo album nel 2012, confermando il proprio eclettismo, quello che potrebbe diventare un vero e proprio marchio di fabbrica: Nicolò applica una continua rielaborazione dei diversi generi musicali in cui gli originali vengono svuotati della loro identità, smontati e ridotti a tessere per un collage di suoni, melodie e riferimenti. Grazie a questa formula convivono nello stesso disco elementi più diversi come: il folk-pop, la new wave, il flower pop o il garage rock.
Nicolò rielabora svariati generi musicali, svuotando gli originali della loro identità, e riutilizzandoli come tessere per un mix inimmaginabile di suoni, richiami, melodie.

BANDA FRATELLI
Nel 2009 esce il primo ep autoprodotto dei Banda Fratelli: “Caramelle & Rock’n’roll (nel salotto della zia)”. Nel 2011 arriva l’album d’esordio “Buongiorno, disse il metronotte” (Controrecords, 2011), Alcune canzoni estratte da questo disco hanno regalato alla Banda Fratelli una vetrina nazionale: “Buongiorno, disse il metronotte” è stata utilizzata come sigla del programma estivo di Mauro e Andrea su Radio Deejay, mentre “Il pirata in frac” è stata scelta per aprire la compilation “Torino Musicale” di Rolling Stone e “Rosso” è stata programmata a “Caterpillar” su Rai Radio 2. La Banda Fratelli è stata inserita, inoltre, nel roster nazionale Arci Real, che raggruppa alcune tra le proposte musicali più interessanti sul territorio italiano e su oltre mille partecipanti è stata selezionata per le audizioni live di Musicultura 2012. Nel 2013, la Banda torna al Transeuropa Studio per registrare il suo secondo album, “L’amore è un frigo pieno” (Controrecords). La produzione artistica è nuovamente firmata da Fabrizio “Cit” Chiapello, con master realizzato al Nautilus di Milano. Il disco è in uscita a marzo 2014, ancora una volta per Controrecords. Negli oltre otto anni di attività live, la Banda Fratelli ha diviso il palco con Giuliano Palma & The Bluebeaters, Africa Unite, Perturbazione, Nobraino, Il Pan del Diavolo, Il Genio, Meganoidi, Ettore Giuradei, Fabio Treves Blues Band, Mr. T-Bone & The Young Lions e molti altri.

Ti sembra che faccia rock per caso, Paolo Zanardi (vero cognome Iaffaldano). Anzi: per spasmo, per un riflesso involontario e liberatorio. Da attore in libera uscita. L’impostazione rugginosa, i testi come gomitate nel vuoto pneumatico delle periferie o sputi nel calderone della quotidiana ingiustizia. Più facile immaginarlo su un palcoscenico, come un teatrante off dal piglio amaro, l’espressività brusca, l’enfasi spigolosa del narrare. Non è certo un caso, semmai per quel volto che sembra disegnato dall’adorato Andrea Pazienza (capito da dove viene lo pseudonimo?), se Antonio Rezza ha scorto in lui uno spirito affine, accogliendolo nella cerchia di amici e tra le spire beffarde e laceranti del suo show.
Tuttavia, pur con tutte le deviazioni che si concede, Zanardi è un rocker. Per quanto assolva il compito con quel filo di sdegno, col livore maldigerito di chi ha già esaurito tutti i tentativi per farsi amare dalla vita, segue il demone elettrico fin da quando – bambinello – iniziò a strimpellare la chitarra. Un’ossessione sfaccettata e tentacolare che negli anni lo ha visto amare tanto e di tutto: Piero Ciampi e i Joy Division, CCCP e Tom Waits, Roberto Murolo e Dirty Three, Debussy e la new wave italiana. Tra le altre cose.
Siccome è nato a Monopoli nel ’68, aveva giusto trent’anni quando i Borgo Pirano, band da lui fondata nel ’94, vinsero il premio Città di Recanati. Non erano nuovi a soddisfazioni del genere, visto il Premio Ciampi del ’96 quale migliore nuova band e le affermazioni ad Arezzo Wave e Rock Targato Italia nel ’97. Come spesso accade però, non furono motivi sufficienti a far stare in piedi la band, che cessò di esistere quando Paolo decise di trasferirsi a Roma. Poteva assomigliare alla morte di un sogno rock, come ne accadono tutti i giorni ad ogni latitudine. Ma vuoi mettere risorgere?
Nella capitale infatti si aprirono nuove strade. Storte e trasversali, e non poteva essere altrimenti. Obbediente al proprio amore per il cinema, Paolo si mise a comporre colonne sonore per cortometraggi, attività che lo vide affiancato da Giorgio Spada, già tastierista dei Pirano e suo fido produttore. Altra liaison destinata a durare fu quella avviata con Remo Remotti, poliedrico artista romano (attore – per Moretti e i Taviani tra gli altri – nonché scrittore, scultore, pittore, poeta, umorista…) assieme al quale prese ad esibirsi regolarmente nel milieu capitolino, inscenando una sorta di cabaret a base di reading sonori che darà vita ad un disco, Remo Remotti Canottiere (Concertone-Edel, 2005).
Il 2005, già. L’anno cruciale. Coadiuvato dagli stessi musicisti di sempre, in pratica i Borgo Pirano resuscitati in incognito (oltre a Spada, che produce e si occupa delle tastiere, il batterista Maurizio Indolfi ed il bassista/chitarrista Luciano D’Arienzo), Zanardi debutta con un album che sembra un ricettacolo di tutto il suo vissuto artistico e non: Portami a fare un giro (Olivia records / Venus, 2005) è una parata di teatrini cinici e taglienti che procede a suon di beat acido, smanie pop, impertinenze balcaniche, jazzitudine stralunata e indignazione folk. Una prova autorevole, ricca di spunti, coraggiosa. Difatti, il disco ottiene lusinghiere recensioni, ma le radiolone nazionali – quelle che controllano il rubinetto delle (scarse) vendite – sembrano piuttosto distratte e il sasso sprofonda nello stagno senza che le acque si smuovano troppo. Nulla di cui stupirsi. Andare avanti. Senza smettere di bazzicare i club con Remotti, di spicciare musica per il cinema. In attesa di qualcosa, una breccia nel carrozzone, per vomitarci quello che non si può trattenere. Una specie di resurrezione. Difficile, forse impossibile. Ma: vuoi mettere?

E’ nel 2008 sulle rive di un fiume, dove cinque amici di vecchia data usavano ritrovarsi per riempire le loro giornate di musica, che il progetto “Crazy Power Flowers” prende vita per arricchirsi poi, durante il corso degli anni, della presenza di nuovi componenti fino ad arrivare ad un organico che attualmente consta di dieci elementi.
Dopo una serie di importanti esperienze quali la partecipazione a Collisioni, festival ambitissimo nella Langa e la vittoria al Saluzzo Underground, i Crazy Power Flowers concretizzano finalmente il loro amore per la musica, in particolare per tutto il filone reggae (in tutte le sue contaminazioni), nella produzione di un disco intitolato “Per sfidare il Limite” in uscita il 22 novembre 2013.
Ascoltare quest’album significa entrare in una nuova dimensione di sé ed immaginarsi immersi in atmosfere musicali narranti storie ed esperienze vissute in privato ma che, nel contempo, possono essere interpretate sia nel sociale che personale. Il tutto è poi sapientemente organizzato in una perfetta sinergia sonora che si muove fra influenze reggae, blues, funky e jazz (provenienti dal backround di ogni singolo componente), riuscendo però a mantenere ben salda un’identità musicale riconoscibile ed originale.

http://bennewto7.wix.com/crazypowerflowers

https://www.facebook.com/pages/Crazy-Power-Flowers/203046443073821

ABBA ZABBA
Una giornata di sole senza nuvole, un animo tranquillo. A distanza di tre anni dal suo ultimo full-length, Abba Zabba torna con un EP il cui titolo è già una dichiarazione d’intenti: Sereno. Vero nome Alessandro Giorgiutti, triestino, Abba Zabba è un musicista attivo da diversi anni nel panorama folk/underground nazionale. Dopo un paio di EP di puro folk made in USA (Hollenbackinfakie e Today) usciti nel 2008/2009 e un album (The Alphabet, 2011) denso di amplificatori e chitarre elettriche, il musicista cambia rotta, si spoglia di band e arrangiamenti, si riconcilia con la sua lingua madre, imbraccia nuovamente la sua acustica ed elabora cinque racconti intimi ed emozionanti immersi in un folk minimale che mette in risalto un nuovo approccio alla scrittura ponendo sotto diversa luce una voce che non si dimentica.
Più vicino nelle sonorità ai suoi primi lavori, Sereno EP torna alle radici del cantautorato. In primo piano troviamo una solida chitarra ed una voce forte, usata con una maestria mai invadente. Se ne sarà accorto chi l’ha visto di spalla a Josh T. Pearson o Zibba, l’avrà notato chi ha assistito alle finali del premio Bindi: Abba Zabba ha in Lucio Dalla un faro importante, ma lo sguardo è teso anche verso autori contemporanei (Sinigallia) e internazionali (Bon Iver).
I brani di cui è composto l’EP sono un affollarsi di domande, alle quali non c’è fretta (o presunzione) di trovare risposte. Sono uno sguardo sereno alla complessità della realtà che ci circonda, fatta di frenesia, lento invecchiare, ubriachezza e perenne innamorarsi.
http://www.abbazabba.it/

MARRONE QUANDO FUGGE
Nel 2006 fonda il duo musicale “Ai Rebetici” con Giuseppe Cuzzilla che propone cover del cantante Vinicio Capossela.
Nel 2007 si forma “La Banda Spessotto”, capace di ricreare la magica atmosfera caposseliana con momenti di poesia, costumi e scenografia. Il gruppo esordisce sui palchi di teatri Italiani ed Europei, collaborando con molti musicisti e creando diverse formazioni delle quali ha fatto parte anche Giulio Rosa, come basso-tuba di Vinicio Capossela.
Nel 2010 con il cantautore Andrea Anania, nasce il “Duo Parco”, che propone un repertorio di canzoni popolari e pezzi inediti.
Dal 2010 fa parte del laboratorio sperimentale di polifonia “Coro Musica Dulce”.
Nel 2011 collabora con “l’Amplomb D’La Plume”, dove Lepre suona la sega armonica, partecipando alla “Fete de l’Harmonie” presso il “Jardin de Ville” (Grenoble), ed alla “Fete de la Musique, scène chanson française” sul palco principale della città di Grenoble.Nello stesso anno collabora con la cantautrice Sabrina Turri e fonda il progetto “Marrone Quando Fugge” per il quale scrive testi e compone melodie. Grazie all’iniziativa viene notato dal cantautore Sergio Vallarino, in arte Zibba, che si propone come suo produttore.
Nel 2012 nasce “MetalPhoniES” insieme a Massimiliano Nicolò. Le composizioni sono esclusivamente improvvisate per garantire l’originalità di ogni performance e concerto. Gli strumenti sono realizzati a mano con materiale di recupero secondo le necessità e le sonorità ricercate Il gruppo esordisce durante il festival “Collisioni 2012” come ambientazione sonora della performance dell’artista Enzo Mastrangelo. Al progetto si aggiungono altri musicisti ed esce il concept-album “CirclePhony”.
Prende vita un polmone di “Marrone Quando Fugge”, con la creazione di “sMisurataMente”, spettacolo musico-teatrale che prevede l’unione di suono, voce, danza e teatro.
Nel 2013 inizia la produzione de “il Pre-Fagiolismo” suo disco d’esordio, con il quale vince il Premio “L’Artista che non c’era” e arriva in finale per la Targa Tenco, sezione “Opera Prima”.
http://www.marronequandofugge.com/

Six Organs of Admittance è il principale progetto musicale del chitarrista statunitense Ben Chasny che fa parte anche dei Comets on Fire. In bilico tra folk trasfigurato, fingerpicking ed elettricità inquieta, Ben Chasny è diventato il maestro cerimoniere dello psyck-folk americano. Una missione, quella dei suoi Six Organs Of Admittance, che riscopre le leggende di Fahey, dei Popol Vuh e dei raga indiani, frugando tra la polvere dei ricordi. Lo stile musicale viene definito come neofolk o psycho folk, nei loro brani oltre ai classici strumenti della musica folk fanno uso di droni, campane tubolari ed eclettici elementi percussivi.
Ben Chasny realizza nel 1998 l’omonimo esordio da solista con lo pseudonimo di Six Organs of Admittance, il cui cardine dell’album è la piece Sum of All Heaven divisa in tre parti e lunga 17 minuti, mentre il crescendo chitarristico di Race for Vishnu ricorda lo stile di Taj Mahal.
L’anno seguente esce il secondo lavoro, “Dust & Chimes”, dove l’autore rielabora sempre in chiave acustica e lo-fi il folk rurale alla John Fahey e il raga-rock di matrice sixties.
Nel 2000 esce il mini-lp “Nightly Trembling” in edizione limitatissima cui fa seguito nel 2002 “Dark Noontide” registrato sempre in lo-fi dove sono maggiori i riferimenti alla musica indiana. Nel 2002 Chasny entra a far parte dei Comets on Fire i cui componenti lo assisteranno nelle registrazioni di “Compathia” uscito l’anno seguente. Nel 2003 pubblica “For Octavio Paz”, omaggio allo scrittore messicano morto nel 1998. L’autore abbandona i suoi elettrici e l’album viene registrato completamente in acustico e senza sovraincisioni. La fama dell’autore cresce tanto da essere notato da David Tibet dei Current 93 con cui incide in occasione della ristampa di un EP del 1999, “The Manifestation” il brano “The Six Stations”, lunga litania in cui rieccheggia il suono dei Popol Vuh.
Nel 2005 si accasa alla Drag City e pubblica “School of the Flower” affiancato al piano dall’apprezzato session man Chris Corsano. “The Sun Awakens” del 2006 è più maturo e meglio registrato dei precedenti.
Escono poi senza grossi sussulti artistici “Shelter from the Ash” (2007) in cui canta la sua compagna Elisa Ambrogio e con cui darà vita al progetto parallelo dei Basalt Fingers, “RTZ” (2009) composto da vecchie tracce rielaborate, lo sperimentale “Luminous Night” (2009), l’acustico “Asleep on the Floodplain” (2011) e “Ascent” (2012) dai suoni più duri e realizzato con i Comets on Fire.

( r )è il progetto personale di Fabrizio Modonese Palumbo
Fabrizio ha suonato estesamente sia in Europa che America, ed ovviamente Italia, esibendosi in affollati teatri, sordidi bar, festivals, gallerie d’arte e spazi desolati Come ( r ) ha realizzato ad oggi quattro albums e vanta collaborazioni con numerosi artisti tra i quali progetti “stabili” con Xiu Xiu, Little Annie, Jochen Arbeit, Ben Chasny… E’ inoltre membro di Blind Cave Salamander con Paul Beauchamp e la violoncellista Julia Kent, Almagest! (al fianco di Ernesto Tomasini, Paul Beauchamp ed Evor Ameise) e della cult band Larsen
“Drama Queen (a gay album by Fabrizio Modonese Palumbo)” , prodotto da Marco Milanesio e con la presenza alle voci di Jamie Stewart e Carla Bozulich (Evangelista), è il più recente album realizzato a nome ( r ), e segna l’inizio della collaborazione con Daniele Pagliero (Lo Dev Alm) al fianco del quale Fabrizio si presenta anche dal vivo.
Il prossimo album di ( r ) “All About Satan” registrato all’ O.F.F. studio di Torino da Paul Beauchamp e mixato da Jamie Stewart degli Xiu Xiu verrà pubblicato nell’estate 2014 dall’etichetta belga Cheap Satanism Records e sarà quindi a breve seguito da “The Sickness Bag” un’ ep in tiratura limitata su vinile serigrafato a mano per Escape From Today; entrambi i lavori presentano come copertina disegni originali di Marco “Il Bue” Schiavo, tattoo artist e batterista di Larsen.

Il Diavolo Rosso in collaborazione con Cafèlait presenta “Halloween – Il nostro migliore incubo”.
La serata, che si svolgerà all’interno del quadrilatero formato da Corso Alfieri, Via Roero, Piazza San Martino e Via San Martino, prevede:
- Diavolo Rosso:  Cena a Buffet  – Musica con dj Margiotta – Premiazione miglior maschera;
- Serraglio (ex cortile leva – Via San Martino):  Proiezione Video Horror;
- Cortile di Palazzo Ottolenghi:  Spettacoli magici, artisti itineranti, cartomanti, truccatori, acconciatori, nail art;
- Cafèlait : degustazione di Mele Stregate Caramellate;
- Osteria del Diavolo: Cena Magica.

Menu (cena a buffet al Diavolo Rosso):
- Spiedino di lasagne (zucca bacon e scamorza – spinaci e mozzarella)
- vellutata di zucca paprika rosa con fantasmino di ricotta di pecora
- zuppa di ceci e costine con crostoni all’aglio
- flan di carote e riduzione di aceto balsamico
- falafel di lenticchie
- insalatina di pollo croccante
- polpette di speck e fichi alla curcuma
- risotto alla zucca con amaretti e salsiccia
- cup cakes di zucchine e provola con frostle di formaggio al  prezzemolo
- mousse al caffe, muffin, brownies
- acqua e vino
Prezzo: € 25
info e prenotazioni: 3395641302 – 3385400518 – 0141230567 – 3478744586 – info@cafelait.com